Si preannuncia ricca di polemiche la stagione dei bonus 2010, specialmente per i banchieri (si veda anche Il Sole 24 Ore del 7 gennaio). Già nello scorso anno il tema era stato dibattuto a lungo, ma adesso la questione rischia di diventare bollente, anche in seguito all'aumento sulle differenze di reddito dovute alla crisi economica che ha picchiato duro, specialmente sui più giovani e sulle famiglie monoreddito.
Infatti, nonostante gli inviti a ridurli, molte banche si preparano a staccare pesanti assegni che, per alcuni istituti, potrebbero risultare ai livelli degli anni boom. Secondo il New York Times, il comparto è assolutamente "consapevole che i numeri a sei, sette o otto cifre faranno probabilmente infuriare" l'opinione pubblica. Il quotidiano si interroga su come "avvolgere in un manto di moderazione gli assegni": questa preoccupazione ha portato molti istituti a rivedere le pratiche di distribuzione dei compensi, favorendo il pagamento in azioni rispetto ai contanti.
Ma negli ultimi mesi, dicono alcuni osservatori, il dibattito si è spostato dall'opportunità di retribuzioni con un mix cash-titoli all'ammontare complessivo. I bonus sono oggetto di crescente attenzione sia da parte di Washington sia di altre autorità, come il procuratore generale di New York, Andrew Cuomo.
"Molti banchieri – dice il New York Times - temono che gli Stati Uniti, come la Gran Bretagna, possano optare per una tassa sui bonus, in linea con quanto proposto dal democratico Dennis Kucinich".
Goldman Sachs si prepara a retribuire i propri dipendenti con circa 595mila dollari ciascuno per il 2009. I dipendenti di Jp Morgan riceveranno in media 463mila dollari. Secondo John Reed, uno dei fondatori di Citigroup, Wall Street non riguadagnerà la fiducia pubblica fino a che non ridurrà in modo serio i bonus.
"Non c'è niente che mi lascia intravedere che queste persone abbiano imparato qualcosa dalla crisi", afferma. L'attenzione è soprattutto puntata su come si muoverà Goldman Sachs, oggetto di forti critiche, le ultime provenienti dall'ex amministratore delegato di Aig, Henry Greenberg, che accusa la banca di essere responsabile del crollo della società assicurativa. Nel 2007 l'amministratore delegato Lloyd Blankfein è stato pagato 68 milioni di dollari, una cifra record a Wall Street, mentre lo scorso anno non ha ricevuto bonus: ora si guarda a quanto incasserà nel 2009, uno degli anni più redditizi della storia della banca.

 

Shopping24