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Sì dei 16 paesi dell'Eurozona all'accordo su aiuti alla Grecia

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25 marzo 2010
Merkel: «Mix di aiuti ad Atene ma i trattati vanno modificati»


I 16 paesi dell'Eurozona hanno dato il loro via libera all'accordo proposto da Francia e Germania per il meccanismo europeo di salvataggio della Grecia.

L'intesa prevede un mix di finanziamenti Ue-Fmi, in cui l'intervento dei paesi della zona dell' euro sia «maggioritario» e attivato solo come «ultima ratio», se Atene non riuscisse più a finanziare il proprio debito sul mercato. Il compromesso raggiunto tra Francia e Germania ha aperto le porte all'accordo tra i leader della Unione europea, che prevede anche la creazione di un «governo economico» che rafforzi la sorveglianza sui conti pubblici di Eurolandia.

L'intesa è stata raggiunta nel corso di un incontro svoltosi prima dell'inizio del vertice dei capi di Stato e di governo della Ue in corso a Bruxelles, e a cui hanno partecipato, oltre al presidente francese Nicolas Sarkozy e alla cancelliera tedesca Angela Merkel, anche il presidente dell'Unione Herman Van Rompuy e il presidente della Bce Jean-Claude Trichet. A ratificare l'accordo è chiamato l'Eurogruppo, riunitosi prima della cena tra tutti e 27 i leader europei.

Il testo dell'intesa - una pagina e mezza - prevede in particolare un «quadro europeo» fatto da «prestiti bilaterali coordinati e volontari» da parte dei paesi di Eurolandia, che saranno «maggioritari» rispetto a quelli «complementari» dell'Fmi. Ogni paese dovrebbe contribuire in base alla propria quota nel capitale della Banca centrale europea. Nell'intesa non si fa riferimento a cifre sull'ammontare dei finanziamenti, ma fonti vicine al dossier - riferite dalle agenzie di stampa - parlano di 22 miliardi di euro. I prestiti bilaterali dovranno quindi essere concessi a tassi di mercato (al netto della speculazione che attualmente fa pagare alla Grecia il 6,3%) e solo con l'unanimità dei 16 paesi della zona euro.

È giallo, però, sul ruolo di Jean Claude Trichet. In un'intervista a una tv francese precedente all'intesa tra Francia e Germania, il presidente della Bce si era espresso in termini molto critici sull'ipotesi Fmi, definendo «un pessimo segnale» l'eventualità di un intervento del Fondo. «Tutto ciò che va in direzione di una deresponsabilizzazione dei membri della zona euro sarebbe un segnale molto, molto brutto», ha affermato il numero uno dell'Eurotower, sottolineando come «i paesi della zona euro devono esercitare appieno e in maniera fedele ai trattati della Ue la loro responsabilità».

Fonti della Commissione Ue e fonti diplomatiche francesi e tedesche spiegano però come Trichet abbia partecipato e contribuito al lavoro di stesura del testo dell'intesa che prevede l'intervento «complementare» dell'istituzoione finanziaria con sede a Washington.
L'accordo prevede anche che si vada avanti col progetto di un «governo economico» della zona euro, per un maggior coordinamento delle politiche economiche e un rafforzamento della vigilanza sui conti. Un passaggio, questo, voluto fortemente dalla Germania e che sarebbe seguito da un riferimento all'eventualità di prevedere sanzioni per i paesi che in futuro non rispetteranno i paletti del Patto Ue di stabilità e di crescita. La cancelliera Merkel nei giorni scorsi è arrivata anche a paventare l'ipotesi dell'espulsione dalla zona euro.

Merkel: "Impegno a lavorare a stretto contatto con la Francia"
La cancelliera tedesca aveva anticipato il contenuto dei lavori del Consiglio europeo, confermando le notizie dei giorni scorsi. La Merkel ha promesso il suo impegno anche per "la modifica dei Trattati europei". In futuro, "le emergenze non devono in alcun modo mettere a rischio la stabilità" e non ci saranno più possibilità di "aggirare" il Patto di stabilità con "trucchi di bilancio.


Davanti al Parlamento tedesco, la Merkel si è impegnata a intervenire "con forza" nelle trattative perché si pervenga "a questo tipo di soluzione" e intende per questo "lavorare fianco a fianco con la Francia". Non si tratta, ha precisato ancora il Cancelliere tedesco, di discutere di "un aiuto concreto" alla Grecia, ma piuttosto del dibattito che in occasione del vertice dovrà "specificare e discutere ulteriormente le decisioni prese dal Consiglio dell'11 febbraio" che saranno applicate "soltanto come extrema ratio". La strategia di sostegno già approvata a favore della Grecia "si è dimostrata valida", ha detto Merkel.

Non sono necesarie decisioni prese in fretta: "Buon europeo non è necessariamente chi agisce in fretta, ma chi agisce nel rispetto dei Trattati europei e del diritto nazionale in modo tale da non danneggiare la stabilità dell'Eurozona". Merkel ha detto di volersi ugualmente impegnare con determinazione, nel corso degli incontri, a favore di cambiamenti nei Trattati europei in base ai quali si possano imporre sanzioni più tempestive e più efficaci in futuro nei confronti di quei Governi che mettono a rischio la stabilità dell'euro. "Dobbiamo prendere precauzioni - ha detto - perché una tale situazione non possa ripetersi" alla luce del fatto che gli strumenti attualmente a disposizione "non sono sufficienti".

  CONTINUA ...»

25 marzo 2010
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