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Lisbona vende le aziende di stato

dal nostro corrispondente Michele Calcaterra

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Martedí 09 Marzo 2010
Lisbona vende le aziende di stato. Nella foto il ministro delle Finanze Fernando Teixeira dos Santos

MADRID - Austerità. Questa la parola d'ordine del Governo portoghese per rimettere ordine nelle disastrate finanze pubbliche e rilanciare l'economia. Le direttrici principali del piano anticrisi annunciato ieri per riportare entro il 2013 il disavanzo pubblico dall'attuale 9,3% del Pil al 2,8%, prevedono una importante riduzione delle spese, l'avvio di un ambizioso programma di privatizzazione per un importo complessivo di 6 miliardi e il rinvio di significative opere infrastrutturali. Mentre sul fronte delle tasse non si prevede alcun aumento della pressione fiscale, se non per i redditi più elevati, oltre i 150mila euro all'anno.

Il programma di stabilità economica che nelle prossime settimane sarà inviato a Bruxelles e che deve essere ancora concordato con le organizzazioni sindacali e con gli imprenditori, chiede dunque ai portoghesi di stringere nuovamente la cinghia. Soprattutto ai funzionari pubblici, che la scorsa settimana hanno scioperato contro il taglio dei salari e a cui il Governo chiede ora di fare nuovi sacrifici e di accettare una moderazione salariale che nella sostanza prevede nei prossimi 4 anni aumenti in busta paga inferiori alla dinamica inflazionistica.

Le spese di personale e sociali rappresentano in Portogallo il 75% del totale delle uscite: troppo per un paese alle prese da anni con una crisi galoppante. In questa ottica di moderazione il ministro delle Finanze, Fernando Teixeira dos Santos, ha quindi deciso di introdurre uin tetto agli aiuti di carattere sociale e in particolare di abolire le misure di carattere straordinario introdotte nel 2009 a favore dei disoccupati di lunga durata e dei giovani.

Si tratta di interventi che difficilmente il Governo riuscirà a far passare, alla luce di un tasso di disoccupazione aumentato al 10,5% della popolazione attiva e che è il quarto più importante dell'eurozona. Sono da mettere in preventivo nuovi scioperi e nuove manifestazioni dopo quelle degli ultimi mesi.

Quanto agli investimenti, il Governo ha deciso di ridurre del 40% il budget delle spese militari, ma soprattutto di rinviare di altri due anni i lavori dell'alta velocità ferroviaria. La linea Porto-Vigo e quella Lisbona-Porto non vedranno dunque la luce se non nel 2015 e nel 2017.

Ma la "misura-madre" di tutta la manovra, quella che porterà nelle intenzioni del governo entrate per 6 miliardi di euro, è la privatizzazione di alcune importanti aziende pubbliche. Si tratta della vendita di partecipazioni detenute nel gruppo energetico Edp, in quello petrolifero Galp, nella rete di trasporto dell'energia Ren, nella compagnia di bandiera Tap e nella Caixa General de depositos. Quanto basta, secondo il Governo, per mantenere sotto controllo l'indebitamento pubblico che aumenterà fino al 91% del Pil nel 2012, dall'odierno 77%, ma che sarà l'anno dopo ridotto all'89,3 per cento.

Nonostante questo piano di austerità, molti analisti nutrono seri dubbi sulle capacità del Portogallo di risanare i conti pubblici. Difficile infatti che il paese, dopo la crescita negativa del 2,7% nel 2009, possa crescere quest'anno dello 0,7%, nel 2010 dello 0,9% e di più dell'1% negli anni successivi, senza uno stimolo diretto alla domanda e sostegni alle imprese.

Martedí 09 Marzo 2010
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