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In tre giorni le aste di sei paesi

di Isabella Bufacchi

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18 maggio 2010

È una settimana intensa, questa, per il mercato dei titoli di Stato in euro. Tra oggi e giovedì Irlanda, Olanda, Germania, Francia, Olanda e Spagna - Italia presente giovedì con concambio su BTp - hanno programmato aste di bond a medio-lungo termine per 25 miliardi di euro circa. Attesissima l'emissione irlandese oggi da 1,5 miliardi e quella dei Bonos decennali giovedì. A controbilanciare questa offerta pesante, il mercato dava ieri per scontato il rimborso domani del maxi-bond greco in scadenza per 8-8,5 miliardi, colpevole di aver scatenato la più grave crisi sul debito pubblico europeo in tempi moderni. Giovedì il Portogallo rimboserà un bond per 4,5 miliardi.

Oggi, su un conto corrente presso la Banca centrale europea intestato alla Commissione europea, i più grandi stati dell'Eurogruppo verseranno i 14,5 miliardi richiesti dalla Grecia (oltre ai 5,5 miliardi erogati dal Fmi): partecipano tra gli altri Italia, Germania, Francia, Olanda, Austria, Spagna e Portogallo. Assenti, stando a fonti bene informate, ieri risultavano solo alcuni paesi con Pil molto piccolo e quindo con partecipazione estremamente ridotta, quelli che non sono riusciti a completare in tempo l'iter legislativo-parlamentare. Dopo l'entrata in campo degli acquisti di bond da parte della Bce, nessuno è rimasto tagliato fuori dall'operazione salva-Grecia per problemi di raccolta a tassi superiori al 5%, il livello della remunerazione dei prestiti ad Atene.

La quota italiana in questa prima tranche di aiuti alla Grecia è pari al 18,40% dell'intero importo, equivalente a 2,668 miliardi. L'ammontare esatto che verrà versato oggi dal Tesoro, stando a fonti bene informate, dovrebbe risultare lievemente più alto del previsto, per incorporare temporaneamente - pro-quota - l'importo non versato dagli stati "ritardatari".

Italia, Francia e Spagna hanno deciso di prelevare i primi fondi alla Grecia su conti di tesoreria e di liquidità delle casse dello Stato, riservandosi di raccogliere in asta con titoli di stato triennali in un secondo momento. La Germania ha scelto una formula alternativa: il prestito verrà erogato oggi dalla Kfw, ma sarà garantito dallo Stato federale e quindi il rischio-Grecia non ricadrà sulla Cdp tedesca. Eurostat ha fatto sapere che l'importo sarà però conteggiato come debito pubblico, anche se "sterilizzato" ai fini dei criteri di Maastricht. In quanto alle banche tedesche, per ora il loro impegno sembra limitato - a parole - alla sottoscrizione dei bond "AAA" della Kfw, nell'eventualità remota in cui dovessero essere emessi in futuro come raccolta dedicata alla Grecia.

18 maggio 2010
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