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Ad Atene i 110 miliardi potrebbero non bastare.
Banche tedesche in campo per gli aiuti

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4 maggio 2010


Le banche tedesche parteciperanno al piano di aiuti a sostegno della Grecia con un contributo che sarà deciso su base volontaria dai singoli istituti. Lo ha annunciato il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, dopo un incontro con rappresentanti dell'industria finanziaria. Le banche tedesche si sono, inoltre, impegnate a mantenere le linee di credito a favore della Grecia e il volume di bond greci in portafoglio al livello attuale per tutta la durata del piano di aiuti.

Il ministro tedesco, naturalmente, non rimette in discussione gli aiuti, ma pressa la Grecia sulle dure contropartite che le vengono richieste. Schaeuble ha avvertito Atene in una intervista al quotidiano Rheinische Post: deve rispettare scrupolosamente i suoi nuovi impegni di risanamento dei conti pubblici, altrimenti i versamenti degli aiuti europei verranno «bloccati», e a quel punto la Grecia «sarebbe nuovamente minacciata da una insolvenza sui pagamenti» del suo debito.

In ogni caso la Grecia avrà bisogno di più fondi rispetto ai 110 miliardi su tre anni già stanziati dall'Europa e dall'Fmi. Lo scrive il quotidiano tedesco Bild, citando il vice-ministro delle Finanze tedesco, Steffen Kampeter, che in un'audizione alla Commissione Bilancio del Bundestag avrebbe parlato di un fabbisogno da parte della Grecia di 150 miliardi da qui a fine 2012. Il Governo greco, quindi, secondo le stesse informazioni, cercherà di procurarsi i restanti 40 miliardi sul mercato dei capitali, ma, se non ce la farà, dovranno intervenire nuovamente i Paesi dell'Eurozona.

Alla stessa conclusione, e cioè che i 110 miliardi già approvati a sostegno della Grecia, non saranno sufficienti, giunge anche il Wall Street Journal, citando alcuni specialisti del mercato obbligazionario: il piano di aiuti, sottolinea il quotidiano Usa, risolverà il problema più urgente di Atene, il prestito obbligazionario da 8,5 miliardi di euro in scadenza fra due settimane, ma si basa sul presupposto che nel 2011 la Grecia sarà in grado di fare ritorno sul mercato dei capitali e questo, sottolineano gli esperti, potrebbe essere una valutazione troppo ottimistica. Secondo Erik Nielsen, capo-economista di Goldman Sachs, la Grecia avrà bisogno di circa 150 miliardi nei prossimi tre anni. I 110 miliardi messi a disposizione dall'Europa e dall'Fmi "hanno sottratto il Paese ai calcoli di mercato per almeno 12 mesi", ma di certo non per tre anni.

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4 maggio 2010
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