Nel western americano c'è sempre il momento della verità in cui l'eroe buono (lo sceriffo o altri) risolve il problema, per lo più assicurando i cattivi alla giustizia e agli stessi cattivi un processo giusto. Quasi sempre, però, l'eroe buono ha intorno a sé la "società civile", che si mobilita spontaneamente, ingaggiando l'eroe per quella lotta, o è mobilitata da lui stesso, che così vince. Sono in molti a rilevare, a Napoli e altrove, che nella incredibile vicenda dei rifiuti nel capoluogo e in Campania questa mobilitazione dei buoni non si è vista.
È verissimo che buona parte della società civile locale è stata saldamente legata al carro del sistema di governo e di potere qui dominante da anni; ma la questione dei rifiuti è di quelle più idonee a rompere qualsiasi malfondata aggregazione politicosociale.
E allora? La società civile non è una nozione astratta. È ciò che nel linguaggio politico corrente si intende, senza scomodare Hegel, Marx o altri, per la "gente" in opposizione al " palazzo", pensando in particolare ai ceti che più operano nel vivo della vita sociale, dentro e fuori delle istituzioni, con le proprie professionalità, culture, capacità gestionali e innovative, nel proprio interesse, come è naturale, ma comprendendo e facendosi un problema anche degli interessi generali. Il legame tra questa società civile e il potere può, tuttavia, far sì che gli interessi generali siano l'ultima delle preoccupazioni, e, quando questo accade, non si abbassa solo il polso della vita morale, poichéne deriva una danno materiale e immediato a tutta la vita sociale, a cominciare dalle sue più immediate e concrete esigenze (e tra l'altrosi rompe pure il legame tra società civile e società comune che è una delle ragioni di maggiore forza della società civile quando è forte).
Accade questo in Campania? Le cose stanno andando in modo da confermare una tale impressione. Eppure, una certa reazione della società civile c'è stata e c'è in varie sedi politiche e non (lo si è visto pure nelle vicende del nascente partito democratico; nella costituzione di parte civile da parte numerosi sindaci nel processo per gli appalti del servizio di eliminazione dei rifiuti per il quale si attende la sentenza del Gip; in varii commenti giornalistici e non). Tratto significativo: la società civile che appariva preziosa e fu decisiva per i trionfi politici degli ultimi anni, adesso, se si muove in senso contrario, non è più buona, agisce inconsultamente,non capisce (nessuno capisce) che i problemi sono " complicati".
Non è questa l'ultima prova dell'arroganza e insensibilità politica dei responsabili (di ogni parte politica) di questo dramma dei rifiuti: non un gesto eloquente, non un'ammissione clamorosa di propria colpa almeno di omissione. Ma proprio per questo ci si attenderebbe un diverso moto di opinione di quella società civile da cui abbiamo preso le mosse. Ci saranno certo, a loro tempo, le elezioni.
Ma intanto Sagunto cade, anzi brucia. E si è a tanto da dover dare ragione e solidarietà anchea chi brucia le montagne dei rifiuti. Può la borghesia di ogni qualificazione, possono le classi medie, spina dorsale della società anche in Campania, limitarsi a cullare in seno le future vendette elettorali? Non lo crediamo, e qualcosa dev'essere fatto o tentato.Fra tante incertezze questo è sicuro.