D'Alema: svanita l'illusione del partito senza tessere. «Tenere conto della Sinistra Arcobaleno, non sottovalutare l'Udc»
Ultimi ritocchi alla squadra del governo
ombra del Pd, in vista della presentazione ufficiale di sabato 10 maggio con il segretario Walter Veltroni. Poi, a quanto si apprende da
fonti del partito, intorno ai primi giorni della prossima settimana sarà pronta nuova struttura organizzativa annunciata. Si va verso una segreteria ristretta, dove siederanno alcuni dei componenti dell'ex "caminetto", anche se non tutti troveranno posto, sia per nuovi ruoli ricoperti, come ad esempio Rosi Bindi, eletta vicepresidente della Camera, che per la partecipazione all'esecutivo ombra. Sicuramente, a quanto si apprende, un
ruolo di rilievo sarà ricoperto da Beppe Fioroni. Era circolata anche la voce di un possibile ticket al coordinamento con Bettini. Ma non è questo ciò di cui si occuperà il ministro dell'Istruzione uscente. Per lui, infatti, si profila - a quanto si apprende - un ruolo di rilievo nella gestione e
organizzazione del tesseramento e del radicamento territoriale.
D'Alema pensa al futuro del Pd e avverte: tenere conto della Sinistra Arcobaleno, non sottovalutare Udc. È svanita «l'illusione del partito leggero, senza strutture e senza iscritti» afferma Massimo
D'Alema in una lunga intervista nel numero in uscita di Italianieuropei, in parte anticipata dal «Riformista», sottolineando che il Pd ha bisogno di una «innovazione robusta, in grado di farci uscire da una dialettica paralizzante tra un nuovo troppo fragile per affermarsi e un vecchio troppo
pesante per farsi da parte». Nel rilevare che ora c'è la «grande sfida» della «costruzione del Pd», D'Alema sottolinea che «un grande partito ha il compito di formare e selezionare una classe
dirigente la cui qualità non consista esclusivamente nel fatto di essere nuova».
Il leader dell'Idv Antonio Di Pietro non nasconde di provare «sconcerto e amarezza» per la
decisione di Walter Veltroni di «andare avanti da solo» visto che non ha coinvolto nessun esponente del "gabbiano che vola" nel governo-ombra. «Per noi Veltroni è e resta il leader della coalizione alleata - spiega Di Pietro - ma ci dispiace che ogni giorno lui prenda decisioni da solo senza consultarci, come se noi non ci fossimo, ben sapendo che lui da solo non va da nessuna parte
visto che non raggiunge neanche il 50%». «È evidente - aggiunge - che non ci si possa sposare da soli se l'altro dei due non vuole... ma noi continueremo a insistere perché vogliamo dare il nostro contributo per un'opposizione seria e concreta» e perchè siamo una forza che è cresciuta e che può
contare ora su «43 parlamentari».