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La maggioranza alla prova del dl sicurezza e del testamento biologico

di Emilia Patta

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7 aprile 2009

Muro contro muro alla Camera sul decreto sicurezza. Con il ministro dell'Interno presente in Aula, e mentre fuori continua l'emergenza degli aiuti alle popolazioni abruzzesi colpite dal terremoto in un clima di totale collaborazione tra Governo e opposizione, l'Aula di Montecitorio assiste da stamane al primo vero scontro sul tema delle ronde padane. Con il capogruppo del Pd Antonello Soro che chiede lo stralcio dal decreto della norma incriminata e con il ministro leghista Roberto Maroni che ribadisce l'intenzione sua e del Governo ad andare avanti sul testo così com'è. Non è escluso a questo punto il ricorso alla fiducia.

A presiedere la seduta Gianfranco Fini, che nelle ultime settimane, e in più di un'occasione, si è distinto dalla sua maggioranza proprio sui temi della sicurezza e dell'immigrazione. Strappando, poco prima del congresso fondativo del Pdl, anche lo stop di Silvio Berlusconi alla Lega su ronde e obbligo di denuncia dei clandestini da parte dei medici («non possono avere sempre tutto»). A inizio seduta, intanto, Fini ha dichiarato inammissibile l'emendamento del Governo sul trasferimento d'ufficio dei magistrati nelle sedi disagiate per «estraneità di materia rispetto al contenuto proprio del decreto». Un atto subito apprezzato dall'Associazione nazionale magistrati, che nei giorni scorsi aveva lanciato l'allarme. E c'è da scommettere che se il Governo deciderà di mettere la fiducia sul Dl sicurezza il presidente della Camera, che in più occasioni ha "bacchettato" Berlusconi per l'eccessivo ricorso ai decreti e per la mancanza di rispetto nei confronti delle Camere, avrà qualcosa da dire.

Da una parte Fini e molti finiani e "liberal" del Pdl, alla Camera più numerosi che al Senato. Dall'altra la Lega e la sua esigenza di mostrare ai propri elettori altre bandiere oltre a quella del federalismo fiscale prima delle elezioni amministrative ed europee di giugno. Come si vede la partita che si sta giocando alla Camera riguarda più gli equilibri interni alla maggioranza che la dialettica maggioranza-opposizione.

E nell'Aula di Montecitorio stanno per sbarcare altri due provvedimenti ad alto rischio per la tenuta della maggioranza: il disegno di legge sulla sicurezza, che contiene appunto le discusse norme sull'obbligo di denuncia dei clandestini da parte dei medici e dei funzionari pubblici, e soprattuto il testamento biologico. Dopo le prese di posizione di Fini («una legge da Stato etico», ha detto durante il congresso del Pdl) il Ddl Calabrò sul fine vita licenziato dal Senato corre molti rischi di essere cambiato in uno o più punti dalla Camera. Una cinquantina di deputati "dissidenti" del Pdl, assicura l'ex radicale Benedetto Della Vedova, starebbero già lavorando in tal senso.

Vedremo nelle prossima settimane. Certamente su bioetica, sicurezza e immigrazione Fini non starà a guardare e giocherà - per di più in "casa", ossia a Montecitorio - un ruolo di primo piano.

7 aprile 2009
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