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Addiopizzo Catania resta senza sede

di Orazio Vecchio

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3 maggio 2009

Addiopizzo Catania è senza casa. E ne cerca una per continuare a portare avanti la sua coraggiosa battaglia per la legalità. Già, perché i locali che hanno ospitato il movimento nei suoi due anni di vita nella città siciliana non sono più disponibili: Confesercenti, che li aveva finora concessi gratuitamente, li ha richiesti indietro «per motivi organizzativi». Non sarà uno sfratto e non è finita a carte bollate, ma il rapporto tra l'associazione di commercianti, promotrice peraltro dell'iniziativa anti-usura "Sos Impresa", e il comitato anti-mafia, nato a Palermo per combattere il fenomeno dell'estorsione, non si è concluso nel migliroe dei modi.

L'immobile in questione è quello di viale Vittorio Veneto, sede di Confesercenti, dove Addiopizzo Catania trovò ospitalità nel 2006, su invito dell'Associazione antiracket e antiusura etnea, per le sue riunioni e le altre attività. Fino a qualche settimana fa: «Una sera - raccontano gli stessi ragazzi - abbiamo trovato le porte chiuse con dei lucchetti, senza che nessuno di noi fosse stato avvisato». Alla richiesta di chiarimenti, Confesercenti rispondeva per iscritto che «non è stata mai deliberata ufficialmente dalla scrivente Confederazione nessuna concessione di spazi o aule», revocando quindi «la disponibilità verbale all'utilizzo dei locali» in questione, «per motivi di natura organizzativa». Aggiunge il neopresidente di Confesercenti Catania, Enza Lombardo, eletta poco più di un mese fa: «Dobbiamo lasciare un appartamento, per ragioni economiche, e la stanza che davamo gratuitamente ad Addiopizzo adesso ci occorre. Peraltro, nessuno del comitato si è mai presentato e ci hanno mandato solamente una lettera non firmata». Da parte sua, Addiopizzo, rivolgendosi alla direzione regionale e a quella nazionale di Confesercenti, ha ringraziato l'associazione dell'ospitalità, ma non ha mancato di stigmatizzare la «forma» con la quale è stata ritirata la disponibilità della sede, sottolineando inoltre «una certa indifferenza dimostrata verso i progetti di legalità portati avanti tra mille difficoltà».

Adesso il comitato, molto attivo con le sue iniziative di volantinaggio, incontri nelle scuole, progetti di consumo critico, è ospitato in via provvisoria nei locali della parrocchia S. Pietro e Paolo di don Salvatore Resca. Ma è una soluzione temporanea. In attesa di potere utilizzare l'appartamento confiscato che gli è stato assegnato circa un anno fa, Addiopizzo Catania lancia un appello a segnalare la disponibilità di locali idonei ad ospitare le attività del comitato. «Attività che - ricordano i ragazzi di Addiopizzo - portiamo avanti con il solo scopo di rendere la nostra terra almeno un po' migliore di come l'abbiamo trovata».

3 maggio 2009
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