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Messina, Berlusconi: «Bloccheremo tasse e mutui»

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4 ottobre 2009
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il capo della protezione civile Guido Bertolaso e la ministra Stefania Prestigiacomo (ANSA/Francesco Saya)
VIDEO / Le frane sull'autostrada Messina-Catania
FOTO / Fango e disperazione in Sicilia

«Bloccheremo le tasse e i mutui ai cittadini delle zone colpite dall'alluvione», ha detto il premier Silvio Berlusconi agli sfollati dell'alluvione che ha colpito il messinese, ora ospitati nel villaggio turistico messinese del "Le Dune". Mentre in prefettura è in corso la riunione dell'Unità di crisi, fuori sono in atto contestazioni degli sfollati e degli attivisti della Rete No Ponte. «Non più vittime, vogliamo sicurezza, no opere faraoniche», si legge su uno dei numerosi cartelli dei manifestanti. Tra i due gruppi sono state registrate tensioni , perchè alcuni sfollati che protestavano per la sicurezza delle abitazioni non volevano «essere confusi» con la Rete No Ponte.

Fondi per le zone colpite nel prossimo Cdm. Il prossimo Consiglio dei ministri darà il
via libera a uno stanziamento a favore delle zone colpite dall'alluvione, a Messina, che andrà ad aggiungersi al fondo già stanziato dalla Regione Sicilia. Il premier ha anche annunciato che è in arrivo uno stanziamento di un miliardo per le zone a rischio idrogeologico. «Dopo l'Aquila - ha detto il premier - abbiamo stanziato un miliardo per interventi urgenti nelle zone a rischio sismico, mi auguro che, interloquendo con il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, si possa stanziare una analoga cifra per le zone a rischio idrogeologiche». L'obiettivo, ha spiegato Berlusconi, è quello di partire con gli interventi nelle zone più a rischio, come la provincia di Messina, dove il 63% del territorio è a rischio idrogeologico. Il premier ha anche detto che sarà Raffaele Lombardo il commissario straordinario per il disastro di Messina.

Nuove abitazioni, come all'Aquila. Arriveranno nuove abitazioni sulla scia dell'esperienza dell'Aquila. «La ricostruzione costa troppo e non è sicura. Quindi faremo come all' Aquila: nuove abitazioni in altre zone ma sempre all'interno del tessuto urbano». Questo ha detto il premier Silvio Berlusconi agli sfollati messinesi in uno degli alberghi in cui sono ospitati. Questa mattina il premier ha sorvolato in elicottero - insieme al Capo della Protezione civile Guido Bertolaso, ai ministri Matteoli e Prestigiacomo e al sindaco di Messina Giuseppe Buzzanca - le aree del messinese colpite da un tremendo alluvione, da uno tsunami di fango, che con ondate alte tre metri ha spazzato via case, autostrada e ferrovia, seminando morte e disperazione. L'elicottero ha sorvolato anche il crinale della collina da dove si è staccato il costone che ha causato la frana. «Quelle zone - ha detto Berlusconi - non sono più abitabili. Costruiremo nuovi quartieri come quelli fatti a L'Aquila. I soldi non sono un problema, il governo metterà le risorse necessarie. Gli enti locali dovranno occuparsi di individuare le nuove aree edificabili». Berlusconi ha promesso la creazione di «strutture abitative con giardini, ma anche con negozi per far ripartire il piccolo commercio».

Il nubifragio era stato previsto. Il nubifragio che si è abbattuto sulla zona di Messina «era stato previsto con anticipo: tutto era stato previsto, era stato previsto che si sarebbero verificato delle situazioni in queste zone. Avevamo dato avviso per tempo», ha detto Berlusconi, precisando però che «poi la precipitazione è stata ancora più intensa del previsto».Berlusconi ha poi sottolineato che si è comunque trattato di una «emergenza idrogeologica eccezionale, che sarebbe sempre potuta accadere». L'emergenza idrogeologica, ha spiegato il premier, «è stata eccezionale e ha colpito situazioni di insediamenti che risalivano anche a molte centinaia di anni fa». Paesi antichi, dove «l'eccezionalità della caduta d'acqua ha comportato - ha sottolineato Berlusconi - che accadesse oggi quello che avrebbe sempre potuto accadere».

Si continua a scavare nel fango. La situazione nel messinese rimane complessa, ma è sotto controllo, ha detto il Capo della Protezione civile Guido Bertolaso. Si continua a lavorare e a scavare nel fango alla ricerca delle 40 persone che risultano disperse. Il bilancio delle vittime al momento è di 22 morti (di cui per ora solo 13 identificati), mentre sono 95 i feriti e 524 le persone sfollate secondo i dati della Prefettura di Messina. Per le attività di assistenza alla popolazione e ricerca dei dispersi sono all'opera 130 mezzi e più di 1.100 uomini, appartenenti ai Vigili del fuoco, Esercito, Carabinieri, Guardia di finanza, Polizia di Stato, Corpo forestale dello Stato, volontari e Capitaneria di Porto. Si lavora anche sul fronte della viabilità: è stata riaperta una corsia per direzione dell'autostrada A18 Palermo - Catania, mentre per la riapertura della statale 114 che collega Messina a Catania saranno necessari altri 6 giorni.

Ancora frazioni isolate. Le zone più colpite sono Briga Marina, Giampilieri, Molino e Scaletta Marea. La strada per Giampilieri Superiore è rimasta interrotta per molte ore, a causa di una montagna di fango alta 3 metri che si è infilata sotto il cavalcavia della ferrovia. La protezione civile riferisce che nel paesino sommerso dal fango è stata completata l'evacuazione e il trasferimento degli sfollati in alcuni alberghi di Messina. Rimangono isolate le frazioni di Molino, Altilia e Scaletta.

  CONTINUA ...»

4 ottobre 2009
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