Rodolfo De Benedetti sorride quando parla di Cir: «Siamo una sorta di crocevia di ciò che vi è di peggio: siamo un'azienda famigliare, una holding, una conglomerata. E oltretutto siamo italiani!». Ma non lo ritiene poi così negativo: «Mi piace spesso ricordare che c'è un uomo considerato uno dei migliori inventori al mondo. Il suo nome è Warren Buffett. Egli guida un'azienda famigliare, una holding che è una conglomerata. E nessuno lo mette in discussione perché ha una carriera».
Si tratta di un paragone altisonante, specialmente nel momento in cui le azioni Cir si scambiano a circa il 50 % di ribasso rispetto al loro valore netto. Ciò significa che secondo alcuni analisti Cir tenderebbe al rialzo, malgrado la sua presenza nei tormentati settori dei media e dell'automobile.
Alessandro Baj-Badino, analista della Deutsche Bank, indicando un target price del 50 % superiore al prezzo attuale di Cir mette in evidenza il valore inatteso delle attività di Cir nel settore energetico.
L'anno scorso il gruppo ha avuto un profitto operativo di 320 milioni di euro sulle vendite di 4,7 miliardi di euro.
De Benedetti afferma che il continuo interesse di Cir per nuove attività durante la crisi è stato sospeso, per garantire che i settori esistenti disponessero di capitali a sufficienza e ha concluso dicendo che "l'anno scorso la nostra principale preoccupazione è stata quella di non ridurci a fare troppe cose simultaneamente, rischiando di non aver capitali a sufficienza".
c. 2009, The Financial Times
Traduzione di Anna Bissanti