Davanti ai cancelli della Fiat a Mirafiori, a incoraggiare gli operai, a promettere un impegno maggiore sui temi del lavoro, «sui problemi reali del Paese, che Berlusconi non affronta». È cominciata così, all'alba e sotto la pioggia, l'ultima giornata di campagna elettorale di Pierluigi Bersani, segretario nazionale del Pd.
Davanti alla porta 2 c'è una folla di fotografi, cameraman, giornalisti, e i lavoratori del turno mattutino faticano quasi a varcare i cancelli, e quelli della notte a uscire. Bersani e Mercedes Bresso, la presidente della Regione ricandidata dal centrosinistra, stringono mani, si fermano a parlare con i lavoratori e i sindacalisti. C'è un abbozzo di protesta, ma nessuno alza la voce. «Avete lasciato che l'opposizione sia Di Pietro, anche voi vi state dimenticando del mondo del lavoro, delle fabbriche in difficoltà», attacca un sindacalista della Fiom. «Abbiamo messo tutte le risorse che potevamo contro la crisi - replica Mercedes Bresso - ben più del governo, e chi conosce la differenza tra il bilancio dello Stato e quello della Regione, comprende di che grande sforzo si si sia trattato».
Bersani assicura il suo impegno affinché «venga convocato un tavolo nazionale con l'azienda e i sindacati perché - dice il segretario del Pd - c'è ancora un caso Fiat e non è possibile che il governo non sappia niente del piano che l'azienda presenterà il 21 aprile». I militanti del Pd distribuiscono il volantino "Tute blu, non camicie verdi", con l'invito «a non farsi fregare dalle promesse della Lega». Qualche operaio si ferma, altri tirano dritto. I volti tradiscono stanchezza e preoccupazione: «Ho 34 anni e ho rinunciato ad avere un figlio - dice Daiana, un'operaia - perché non posso programmare il futuro. Ma perché siete venuti all'ultimo momento della campagna elettorale?».
Un altro lavoratore attacca: «State solo ad aspettare che Berlusconi faccia un passo falso, dovevate fare molto di più». Un altro borbotta: «È cinquant'anni che aspettiamo si faccia qualcosa per gli operai, che si abbassino le tasse». Qualcuno si stupisce della folla davanti alla porta 2: «Che è tutto 'sto casino», dice un giovane, «È per la votazioni», gli risponde un collega. Ma alla fine molti promettono il voto a Bresso, che annuncia la possibilità che la prima auto ibrida venga fatta proprio a Mirafiori. Bersani alterna interviste e colloqui con gli operai, poi si sposta alla porta 7, dove incontra gli impiegati e i 'lavoratori professionalì.
L'ultima fatica prima del silenzio elettorale è cominciata alle porte della più importante industria italiana «ma tutti i giorni - racconta - siamo stati davanti a fabbrica, in un quartiere popolare, a incontri con i cittadini». Poi il segretario del Pd parte per Cuneo e Asti, dove sono in programma altri incontri pubblici. Nel pomeriggio tornerà a Torino per chiudere la campagna delle Regionali con un comizio in una piazza di periferia. «Dal voto - dice - mi aspetto un'inversione di tendenza, dopo le batoste degli ultimi anni. Mi auguro che si vinca nella maggioranza delle Regioni, comprese quelle del nord». (Ansa)