La crisi economica internazionale continua a riflettersi puntualmente sul traffico commerciale marittimo. Il Canale di Suez, la via d'acqua strategica per le navi che percorrono la rotta Asia-Europa, ha visto calare in febbraio del 26% rispetto allo stesso mese del 2008 gli introiti garantiti dal transito dei mercantili.
Nelle casse statali sono entrati 301,8 milioni di dollari rispetto ai 407,7 del febbraio 2008.
A minacciare il ruolo del Canale come importante fonte di reddito per il Cairo contribuiscono, oltre alla grande sbandata dell'economia internazionale, altri fattori. A Ismailia, sede dell'Autorità per il Canale, c'è preoccupazione per il crescente trasporto di gas e petrolio via gasdotti e oleodotti, un percorso che finisce inevitabilmente per ridurre la quota di materie prime trasportate via nave.
Un'altra ombra che si allunga sulle rotte navali destinate al Canale sono gli attacchi dei pirati a sud del Mar Rosso, in particolare al largo delle coste della Somalia. Un fenomeno che l'Autorità osserva con preoccupazione, anche se a esserne vittima sono soprattutto le piccole navi che fanno navigazione costiera, e non le grandi portacontainer o le grandi petroliere dirette a Suez.
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