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Al vertice Fao il giorno delle first ladies dei paesi «non allineati»

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15 novembre 2009


Il vertice sulla fame parte dalle first ladies dei paesi non allineati. Se i lavori nella sede della Fao si apriranno lunedì, la vigilia è dedicata all'incontro «Food security and women's access to resources». Al summit, presieduto da Suzanne Sabet, moglie del presidente egiziano Hosni Mubarak, prenderà parte, tra l'altro, Azam Al Sadat Farahi, moglie del presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad (che invece non sarà presente invece al vertice Fao).
L'obiettivo dell'incontro è mettere a confronto le varie esperienze volte ad assicurare l'accesso delle donne alla terra e al credito, per ridurre la fame nel mondo. Si tratta di progetti come quello per la diversificazione e lo sviluppo di impresa in Honduras, creato per aumentare l'accesso alle tecnologie per la piccola pesca (con la fornitura di celle frigorifere per le barche dei pescatori), o come quello per l'accesso al credito e al micro finanziamento, che ha
permesso alle donne di Dunumala Village in Sri Lanka di creare una
cooperativa di allevamento polli.
Il dato di partenza, si sottolinea dalla Fao, è la consapevolezza che oggi le donne beneficiano solo del 10% dei crediti erogabili e possiedono il 2% del terreno coltivabile, nonostante siano responsabili della metá della produzione mondiale di cibo e nonostante le aspettative di vita di un bambino, allevato in una famiglia dove sia una donna a controllare e pianificare il budget familiare, aumentino del 20 per cento.
Non solo. Secondo a un'analisi della Coldiretti, diffusa in occasione del summit delle firts ladies, le donne rappresentano nel mondo oltre il 40% dei lavoratori agricoli e contribuiscono in misura determinante all'allevamento e alla coltivazione dei cibi che si aggiunge a quello nella preparazione sia nei paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo.
Alla conferenza prenderanno parte anche Kanayo F. Nwanze (presidente Ifad) e Hafez Ghanem (assistente del Direttore generale Fao). Coordinatore del panel sará Mankombu Sambasivan Swaminathan, presidente del Pugwash Conference, gruppo internazionale di scienziati impegnati nella lotta alla proliferazione delle armi nucleari e vincitori nel 1995 del Nobel per la pace.
Al summit interverranno inoltre Nompumelelo Zuma (Sud Africa), Viviane Wade (Senegal), Asha Tassin Hassan (Somalia), Mariamma Mane Sanha (Guinea Bissau), Liesbeth Vaneburg (Suriname), Begun Raza Gilani (Pakistan) e Maria Esther Reus Gonzalez (ministro della Giustizia di Cuba). Anche Isabella Rauti, moglie del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, prenderá parte all'incontro.

Intanto, arrivano le adesioni allo «scioero della fame contro la fame», lanciato dalla Fao in solidarietà con chi non ha cibo a sufficienza. Lo stesso direttore generale della Fao, Jacques Diouf, ha deciso di digiunare per 24 ore. Hanno aderito anche il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-Moon, e il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

15 novembre 2009
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