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Guerra in Iraq: via all'inchiesta parlamentare su Tony Blair

di Nicol Degli Innocenti

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24 novembre 2009
L'allora primo ministro inglese Tony Blair in visita alle truppe britanniche dislocate in Iraq nel dicembre 2006 (Ansa)
Segui l'inchiesta in diretta

LONDRA - Lo spettro della guerra in Iraq torna a aleggiare su Westminster: inizia oggi l'inchiesta ufficiale sul come e perche' la Gran Bretagna nel 2003 decise di prendere parte all'invasione del Paese a fianco degli Stati Uniti. L'inchiesta, che durera' mesi, minaccia di offrire rivelazioni imbarazzanti se non dannose per il partito laburista al Governo, che in primavera dovra' affrontare le elezioni politiche. Il verdetto finale dell'inchiesta pero' non sara' reso noto fino a dopo il voto e non prima della fine del 2010.

Dopo anni di richieste da parte dell'opposizione e dei parenti dei soldati uccisi, il premier Gordon Brown in giugno aveva dato il via libera all'inchiesta in seguito alla fine ufficiale delle operazioni militari britanniche in Iraq, sei anni dopo l'invasione. John Chilcot, l'alto funzionario pubblico a capo di un team di quattro esperti, ha promesso un'inchiesta "completa e onesta". A partire da oggi verranno ascoltate le testimonianze dei generali e altri militari responsabili, dei capi dei servizi segreti dell'epoca e dei funzionari del ministero della Difesa. Per le testimonianze dei politici, e in particolare per l'attesa deposizione dell'ex premier Tony Blair, bisognera' attendere gennaio. L'opposizione ha criticato il fatto che i testimoni non hanno l'obbligo di prestare giuramento come in tribunale.

Sotto i riflettori in particolare le dichiarazioni di Blair per giustificare l'intervento militare e le ragioni per la sua convinzione che il regime di Saddam Hussein fosse in grado di usare armi di distruzione di massa, che poi non furono mai trovati. Uno degli obiettivi dell'inchiesta e' determinare se Blair era in buona fede oppure se c'e' stata la volonta' di ingannare o perlomeno fuorviare gli elettori esagerando deliberatamente la minaccia rappresentata dall'Iraq.
Quella condotta da Chilcot e' la terza inchiesta ufficiale sulla guerra in Iraq. Le prime due, condotte nel 2004, sono state giudicate poco credibili perche', pur ammettendo che l'intelligence raccolta era lacunosa e le cosiddette ‘prove' dell'esistenza delle armi di distruzione di massa non erano tali, hanno assolto i ministri responsabili affermando che non c'era stato l'intento di fuorviare gli elettori. Chilcot ha promesso un'inchiesta del tutto indipendente, anche se e' stato l'ufficio del premier a scegliere i cinque membri del team.

24 novembre 2009
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