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Gelmini: restituiremo i tagli ai fondi per i giovani ricercatori

di Luigi Illiano

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18 Luglio 2008
Speciale Università

Sessanta milioni di euro per favorire i giovani ricercatori all'interno degli atenei, disco verde alla graduatoria Prin (Programmi di ricerca di interesse nazionale) 2007 per un valore di 98,6 milioni di euro assegnati e per il Sud, da ottobre, via ai primi progetti collegati al Programma operativo nazionale (Pon) cofinanziato dall'Unione europea per 7 miliardi di euro. Inoltre, i tagli previsti per l'Università, dalla "manovra d'estate", nei prossimi anni, saranno, progressivamente, recuperati e «riassegnati al sistema». Lo ha garantito ieri il ministro dell'Università e ricerca, Mariastella Gelmini, riferendosi a un ordine del giorno della maggioranza (prima firmataria Valentina Aprea) che sancisce l'impegno.
Confronto e tregua. Ieri, con la costituzione del Tavolo di consultazione permanente tra ministero, Conferenza dei rettori (Crui), Consiglio universitario nazionale (Cun), Conferenza dei presidi e Consiglio nazionale degli studenti (Cnsu), Gelmini ha fatto la propria mossa per tentare di aprire la via del dialogo e, contemporaneamente, cercare di fronteggiare il malcontento che serpeggia negli atenei contro la manovra.
«Sono consapevole – ha detto Gelmini – delle difficoltà. Sappiamo di aver chiesto sacrifici pesanti, ma questa è una manovra che dà un contributo molto forte nel ridurre spese e debito e, in un questo momento d'emergenza, era l'unica possibile. I tagli, però - ha aggiunto - possono diventare un'opportunità per accelerare su riforme che molti chiedono».
I rappresentanti del mondo universitario, pur confermando le critiche alla manovra, hanno aperto una linea di credito: «Lavoreremo insieme per le riforme – ha affermato il presidente della Crui, Enrico Decleva – anche per non dare alibi a chi pensa che l'unica preoccupazione delle università sia quella dei soldi. Va detto che, se le condizioni resteranno quelle attuali, nel 2010 l'università si troverà di fronte a difficoltà insormontabili». Il presidente del Cun, Andrea Lenzi, ha spiegato che «per uscire dall'impasse la soluzione non può essere la contrapposizione». Anche Diego Celli (Cnsu) ha manifestato apprezzamento per l'apertura del Tavolo, auspicando interventi concreti. «Il problema è quanto durerà questa fase critica» ha osservato Mario Morcellini, rappresentante dei presidi. Per il Tavolo sono state indicate cinque missioni: garantire la qualità del reclutamento dei docenti; sistema efficace e trasparente di valutazione; premi per le università che ottengono risultati migliori in termini di qualità di ricerca e didattica; un fondo per incentivare i docenti più meritevoli e internazionalizzazione del sistema universitario.
Nel dettaglio per quanto riguarda i 60 milioni ai ricercatori, sarà attivato un bando. I progetti saranno selezionati da una commissione internazionale e potranno ottenere finanziamenti fino a 300mila euro.

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