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Mutui, lunedì parte la rinegoziazione

di Dario Aquaro e Marco Bellinazzo

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30 agosto 2008
La lettera di Unicredit ai propri clienti
Calcola se ti conviene la rinegoziazione

Oltre un milione di mutuatari riceveranno nelle prossime settimane la lettera informativa con la proposta di "rinegoziazione Tremonti". Le banche avevano come limite venerdì per attuare le procedure di invio degli avvisi a tutti i clienti che hanno sottoscritto un mutuo a tasso variabile prima del 29 maggio 2008, sull'opportunità prevista dalla convenzione tra l'Abi e il ministero dell'Economia stipulata il 19 giugno scorso (in attuazione di quanto stabilito dal decreto legge 93/2008).

Ovviamente l'operazione entrerà nel vivo quando saranno effettivamente ricevute dai clienti le lettere. Alcuni istituti hanno infatti completato l'invio solo nelle ultime ore, mentre altri avevano iniziato a mandare le comunicazioni nei giorni scorsi, così molte lettere hanno già raggiunto le cassetta postale degli interessati. È il caso, ad esempio, di Unicredit che ha già "imbucato" circa 400mila missive. E un numero simile di proposte sono state indirizzate da Intesa San Paolo ai propri clienti con la richiesta di contattare la filiale di riferimento.

Se in effetti nessuno si azzarda a pronosticare quanti destinatari sceglieranno di rinegoziare il mutuo, non è difficile immaginare che si assisterà nei prossimi tre mesi a un vero e proprio "assalto" agli sportelli delle banche per ricevere notizie più dettagliate e soprattutto più "personalizzate" sull'iniziativa. La complessità finanziaria della trasformazione del mutuo da variabile a fisso con l'accensione di un conto di finanziamento accessorio a tasso praticamente variabile da estinguere dopo la scadenza naturale del mutuo-base, è tale da aver messo in difficoltà gli stessi tecnici degli istituti di credito nella predisposizione delle lettere. Banche e intermediari finanziari aderenti alla convenzione, d'altra parte, sono tenuti a offrire ai mutuatari un'informativa trasparente ed esaustiva. Onere tutt'altro che semplice.

Nella lettera che la Banca nazionale del lavoro ha inviato ai propri clienti, ad esempio, le alternative alla rinegoziazione sono esposte in "apertura". Al cliente è cioè fatto presente che: 1)può continuare a rimborsare il mutuo secondo il piano di ammortamento originario e in corso; 2)ricorrere alla rinegoziazione secondo Convenzione; 3)proporre alla banca una rinegoziazione in base alle regole della legge Bersani; 4)avvalersi della portabilità gratuita (surroga) del mutuo. Quattro strade praticabili dunque per far fronte al rincaro delle rate, a cui va però aggiunta la possibilità di sostituire il vecchio prestito con uno nuovo. Da Bnl fanno sapere che sono circa 30mila i mutuatari con i requisiti per rientrare all'interno della proposta di ricontrattazione.

Ma anche istituti più piccoli come la Banca popolare di Bari hanno anticipato l'invio delle proposte, spedendo un migliaio di lettere, non però solo ai clienti titolari di mutuo a tasso variabile. Come altri istituti, la Bp di Bari ha esteso la possibilità di rinegoziazione e ha deciso di ricomprendere anche i mutui con Cap e quelli con opzione sulla tipologia di tasso scaduta e non esercitata. Un'opportunità riservata dalla stessa Convenzione, secondo cui le regole del patto costituiscono uno standard minimo: ai clienti possono essere presentate condizioni ancora più favorevoli rispetto a quelle previste. Alla Bp di Bari nei mesi scorsi sono stati ricontrattati un centinaio di mutui, ma attraverso la rinegoziazione ordinaria proposta dal secondo decreto Bersani sulle liberalizzazioni. Una via, non la sola, ancora percorribile in alternativa dal cliente, al quale deve esser comunque presentata.

Ogni istituto individua i propri clienti interessati, ma il numero dei destinatari varia anche in base alle migliori condizioni che le stesse banche sono disposte a offrire. Così, se il gruppo Banca Sella ha scritto a 15mila mutuatari, Monte dei Paschi di Siena ha inviato 142mila comunicazioni. Proprio il presidente di Mps, Giuseppe Mussari, ha dichiarato di essere pronto a fare ricorso contro la multa comminata dall'Antitrust. All'inizio di agosto, infatti, Mps e altre 22 banche sono state condannate dal Garante al pagamento di una multa complessiva di quasi 10 milioni per pratiche commerciali scorrette in materia di portabilità gratuita dei mutui.

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