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L'arretrato ingolfa la giustizia civile e penale

di Giovanni Negri

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Giustizia: i testi delle relazioni


È con lo stock di processi arretrati che continua inesorabilmente a crescere che si dovrà confrontare ogni progetto di riforma della giustizia. I dati, ancora una volta, come sempre in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario, sono lì a testimoniarlo. Con segnali di crisi profonda sia nel settore penale sia in quello civile. Il sistema dimostra di non avere, a norme processuali, ma soprattutto organizzative invariate, la capacità di smaltire almeno quanto viene iscritto ogni anno.
Nel civile i sopravvenuti sono in aumento da 2.405.513 a 2.534.089, come pure le pendenze finali che a giugno 2007 erano 5.220.639 e un anno dopo 5.425.122. Le sopravvenienze, in un arco di tempo più ampio, e cioè dal 2001 al 2007, sono cresciute di quasi un milione da 3.665.479 a 4.577.594. Nello stesso periodo i processi giacenti sono anch'essi aumentati, passando da 4.914.752 a 5.381.427. Lo stesso giudice di pace ha visto salire in maniera netta le cause da trattare che sono passate dalle 1.249.181 di giugno 2007 alle 1.449.779 dell'anno successivo.
Quanto alle singole materie, la relazione del ministero della Giustizia di accompagnamento ai dati mette in evidenza alcuni aspetti paradossali. Nella cognizione ordinaria, nel rapporto tra pendenza finale ed esaurito, si presentano le maggiori criticità in quasi tutti i distretti del Paese, «con conseguente probabile superamento dei tempi di decisione previsti in ambito europeo in materia di ragionevole durata dei processi».Per quanto riguarda per esempio i risarcimenti danni da incidenti stradali, materia classica da giudice di pace, in un solo distretto, quello di Napoli, è concentrato il 43% del totale nazionale. Lo stesso distretto ha poi una percentuale di esauriti pari al 48% del totale nazionale con pendenze finali equivalenti al 52% del complessivo. Sul fronte previdenziale, ancora, in soli tre distretti (Bari, Napoli e Lecce) si conta più del 50% di tutto il dato nazionale.
Venendo al settore penale, le note non sono certo più confortanti. Le pendenze davanti agli uffici giudicanti sono in crescita: davanti ai tribunali il dato di fine 2007 segnava 1.216 processi giacenti mentre a giugno 2008 si era già arrivati a 1.187.516. Tutto da valutare poi l'impatto delle misure estive prese dal Governo che autorizzavano di fatto gli uffici giudiziari a trattare in una corsia preferenziale processi per alcuni tipi di reato.
Il ministero mette in evidenza come dal 2002 al 2007 la capacità di definizione dei tribunali si è conservata più bassa delle sopravvenienze: «osservando i dati in relazione agli anni in esame, emerge peraltro che esiste uno stesso rapporto tra sopravvenuti e definiti con la conseguenza che nel 2007 un aumento dei sopravvenuti ha comportato un pari aumento dei definiti, ma sempre in misura inferiore alle sopravvenienze».
Il ministero della Giustizia Angelino Alfano, che ha annunciato la presentazione di un emendamento al disegno di legge sicurezza per assicurare il gratuito patrocinio a tutte le vittime di violenza sessuale, ha letto ieri la sua relazione al Senato, dopo il passaggio di martedì alla Camera, mettendo in evidenza come la vigilanza sull'organizzazione degli uffici sarà una caratteristica della sua amministrazione della giustizia. E qualche indicazione in questo senso potrebbe arrivare dal disegno di legge sulla procedura penale in calendario per il prossimo Consiglio dei ministri dove potrebbero essere inserite misure specifiche sulla misurazione dell'efficienza degli uffici.

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