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Via libera al ddl Sviluppo: torna il nucleare in Italia

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14 maggio 2009

Ritorno all'energia nucleare, robin tax al 6,5%, novità per la class action, norme in materia assicurativa, nuove agevolazioni per le reti d'impresa, fondi per l'editoria, disposizioni per il trasporto locale, per la difesa del made in Italy contro la contraffazione. Sono alcuni dei temi contenuti nel ddl Sviluppo licenziato dal Senato, che ora torna alla Camera in quarta lettura per il via libera definitivo. Passaggio che il ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola assicura molto veloce, perché per lui «il testo é chiuso» al termine di un confronto parlamentare che si é concesso essere molto lungo ma che «non può continuare all'infinito». E così, garantisce, il ddl sarà legge prima dell'estate. Ecco le principali novità.

Torna il nucleare in Italia. Entro 6 mesi dall'entrata in vigore della legge il governo dovrà emanare la normativa per il ritorno all'energia nucleare e indicare i siti per la localizzazione degli impianti di produzione e di stoccaggio delle scorie. I siti potranno avere carattere "di interesse strategico nazionale" e quindi essere sottoposti a controllo militare. Le autorizzazioni verranno rilasciate dal ministro dello Sviluppo economico, di concerto con l'Ambiente e le Infrastrutture e d'intesa con la Conferenza unificata. Previste anche le Valutazioni di impatto ambientale (Via) e ambientale strategica (Vas). Sarà istituita l'Agenzia per la sicurezza nucleare, cui spetta la regolamentazione tecnica, il controllo e l'autorizzazione ai fini della sicurezza delle attività concernenti gli impieghi pacifici dell'energia nucleare, la gestione e la sistemazione dei rifiuti radioattivi, la protezione dalle radiazioni, la vigilanza sugli impianti.

Robin tax al 6,5 per cento. Per assicurare la copertura finanziaria al fondo per l'editoria il provvedimento dispone l'aumento di un punto percentuale della Robin Tax, la maggiorazione dell'aliquota ordinaria Ires a carico delle aziende petrolifere e dell'energia elettrica, che passa
dunque dal 5,5% al 6,5 per cento.

Class action, cancellata la retroattività. Sul fronte della class action viene cancellata la sua retroattività: potrà essere fatta valere soloper gli illeciti computi dopo l'entrata in vigore della legge. Esclusi dall'azione dunque i casi Cirio, Parmalat, Giacomelli, Alitalia,per i quali rimane la difesa giuridica dei diritti in via tradizionale, con cause singole.

Nuove agevolazioni per le reti d'impresa. Si introduce la possibilità per le Reti di imprese di usufruire delle agevolazioni fino a oggi riservate solo alle aziende all'interno di distretti
industriali.

Sanzioni più forti per i falsari del made in Italy. Multe più severe e carcere fino a 6 anni per chi pratica la contraffazione in modo sistematico dei marchi nazionali o esteri.

Editoria, fondi ai giornali di partito. Ripristinato i fondi per l'editoria a favore dei giornali di partito e delle cooperative nella misura di 70 milioni di euro l'anno per il 2009 e 2010. Ne potranno beneficiare testate storiche in difficoltà, come il Manifesto e giornali come la Padania, Liberazione, L'Unità, Il Secolo d'Italia e molte altre. Introdotte anche tariffe
postali agevolate per gli abbonamenti.

Benzina meno cara nelle regioni con impianti di estrazione. Scende il prezzo della benzina nelle Regioni che ospitano impianti di estrazione e viene introdotto l'obbligo alla pubblicizzazione dei prezzi praticati da ciascun gestore al ministero dello Sviluppo che lo immetterà nel cricuito internet a disposizione dei cittadini. Il provvedimento dispone un aumento dal 7 al 10% dell'aliquota di prodotto che il titolare di ciascuna concessione di coltivazione é tenuto a corrispondere e contemporaneamente istituisce il fondo per la riduzione del prezzo dei carburanti per i residenti nelle regioni interessate (Veneto, Basilicata)dall'estrazione di idrocarburi liquidi e gassosi.

Assicurazioni, via a contratti poliennali. Porte aperte al contratto di durata poliennale: potrà essere proposto a fronte di riduzione del premio, ma anche di penalità nel caso di recesso.

Sede italiana per le ferrovie private. Le ferrovie private potranno operare sul suolo nazionale previo rilascio di una licenza che richiede la sede legale della società in Italia o in Paesi che riconoscono la reciprocità. Per quanto riguarda il servizio universale il ministero delle Infrastrutture dovrà individuare le tratte e le tipologie di servizi a più alta redditività.

14 maggio 2009
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