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Decreto precari: scontro in aula fra Barbato e Mussolini

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21 ottobre 2009

C'è una speranza di assunzione per i docenti precari. L'Aula della Camera ha, infatti, approvato all'unanimità un emendamento della commissione al decreto legge sui precari in base al quale i contratti a tempo determinato
potranno essere trasformati a tempo determinato sulla base delle graduatorie a esaurimento. Il testo iniziale del decreto precludeva la maturazione di anzianità per l'immissione in ruolo per chi era nelle graduatorie. Voto bipartisan e soddisfazione nelle file dell'opposizione. Per Beppe Fioroni (Pd), «con questo emendamento il Parlamento rende giustizia ai precari, cui rimane la speranza di uno sbocco finale».

Graduatorie: dal 2011 si potrà cambiare provincia inserendosi a pettine e non in coda. Approvato l'emendamento della commissione Lavoro sulle graduatorie. In base alla modifica introdotta il decreto con il quale il ministro dell'istruzione dispone l'integrazione e l'aggiornamento delle graduatorie per il biennio scolastico 2011-2012 e 2012-2013 é «improntato al principio del riconoscimento del diritto di ciascun candidato al trasferimento dalla provincia prescelta in occasione dell'integrazione e dell'aggiornamento per il biennio scolastico 2007-2008 e 2008-2009 ad un'altra provincia di sua scelta, con il riconoscimento del punteggio e della conseguente posizione di graduatoria». Questo significa che si potrà cambiare città inserendosi a pettine e non in coda. Si potrà, però, stare in una sola provincia. Oggi sono quattro: uno é quella di appartenenza dove il candidato é inserito a pettine le altre tre sono a scelta con inserimento in coda.

Rissa sfiorata in aula. In aula atmosfera L'atmosfera in aula è incandescente, tanto che si è sfiorata la rissa in aula, durante l'intervento del deputato dell'Italia dei valori Francesco Barbato, già punito per avere definito «mafioso» il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Barbato ha sferrato un nuovo attacco al Governo «irresponsabile e buffone perché crea tensioni sociali» e ha accusato il premier di essere responsabile del «più grande licenziamento di massa della storia repubblicana: 42.368 precari della scuola». A quel punto si è avvicinata Alessandra Mussolini che prima ha sbattuto un faldone sul banco del deputato poi ha tentato di spegnergli il microfono. I deputati dell'Idv sono intervenuti in difesa di Barbato, mentre il presidente di turno Rocco Buttiglione ha richiamato all'ordine i due deputati.

Gli emendamenti del Governo. Sono, poi, 4 gli emendamenti del Governo al decreto: dalla razionalizzazione delle risorse finanziarie con lo scopo, tra l'altro, di premiare il merito e il talento degli studenti, al contenimento della spesa delle famiglie per i libri di testo. Poi l'anagrafe degli studenti e un giro di vite sugli esami preliminari alla maturità. Sul fronte della razionalizzazione delle risorse dovrebbero tornare allo Stato le risorse trasferite alle scuole per "la realizzazione di progetti a carattere nazionale e regionale in materia di formazione e sviluppo dell'autonomia scolastica, rimaste inutilizzate per tre esercizi finanziari consecutivi". Somme che potranno poi essere utilizzate per le spese di funzionamento delle scuole. Ci sono anche stanziamenti per il merito e il talento degli studenti, le innovazioni tecnologiche e la riforma delle superiori. Si utilizzeranno, «a decorrere dall'esercizio finanziario 2010», i fondi previsti (220 milioni) dalla finanziaria del 2007. Sempre per premiare il merito, potranno essere usate anche le risorse previste da una legge dell'ex ministro Fioroni sugli esami di Stato.

In aula tornano i "pianisti". Durante le votazioni sul decreto legge sui precari della scuola
Italo Tanoni dei Liberaldemocratici è stato chiaramente visto votare per il collega Riccardo Merlo, deputato eletto all'estero del suo stesso gruppo parlamentare. Per farlo ha atteso l'istante precedente alla chiusura della votazione per infilare la propria mano destra nella "buchetta" del collega. Merlo è fra i deputati che non hanno depositato le minuzie delle proprie impronte digitali per il sistema di voto "antipianisti": di conseguenza, per votare dal suo posto basta inserire la scheda personale. Il vicepresidente Rocco Buttiglione, nel riprenderlo, ha annunciato al deputato che sarà deferito all'ufficio di presidenza.

21 ottobre 2009
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