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Bocciate le graduatorie dei supplenti

di Luigi Illiano

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2 ottobre 2009


Il Consiglio di Stato rimette in discussione le graduatorie dei docenti e il ministero prepara un provvedimento ad hoc per neutralizzare gli effetti della decisione. La compilazione delle graduatorie finisce di nuovo sotto tiro. Il Consiglio di Stato (ordinanza n. 4769/2009) ha respinto l'appello del ministero dell'Istruzione per l'annullamento della sospensiva del Tar Lazio che, nei mesi scorsi, aveva bocciato il decreto ministeriale (n. 42/2009) che permetteva, tra l'altro, il trasferimento verso graduatorie di altre due province degli insegnanti iscritti nelle graduatorie a esaurimento. In particolare, il provvedimento aveva disposto che i docenti trasferiti venissero collocati in coda alle liste di nuova iscrizione. Decisione contro la quale avevano presentato ricorso migliaia di insegnanti, rivendicando l'inserimento "a pettine", ossia secondo il punteggio accumulato.
Il Tar Lazio aveva accolto i ricorsi, disponendo la sospensiva del documento ministeriale. Ma Viale Trastevere, anche in vista dell'inizio dell'anno scolastico – con relative assunzioni in ruolo e incarichi di supplenza annuale – ha scelto di tirare dritto, presentando immediato appello al Consiglio di Stato che, appunto, non ha accolto la richiesta.
Adesso lo scenario si complica. L'applicazione della decisione del Consiglio di Stato farebbe franare le graduatorie e metterebbe in discussione le 8mila immissioni in ruolo e circa 100mila cattedre annuali già attribuite: insegnanti regolarmente in servizio. Inoltre, un riordino delle graduatorie non potrebbe avvenire in tempi brevi. Va considerato anche l'enorme contenzioso che sarebbe alimentato dalle contromosse dei docenti che si vedrebbero superati nelle graduatorie.
Uno scenario poco probabi-le, che scaraventerebbe nel caos l'organizzazione delle scuole. Soprattutto sul versante didattico, dove scatterebbe un giostra di insegnanti attorno alle cattedre. A questo punto le difficoltà ministeriali sono tutte nell'immediato, nelle scelte da compiere in seguito alla decisione del Consiglio di Stato. L'orientamento sarebbe quello di prendere tempo in attesa di conoscere il dettaglio delle motivazioni racchiuse nel pronunciamento di merito. Poi, potrebbe anche arrivare un provvedimento ad hoc per blindare la soluzione applicata.D'altra parte,non sarebbe la prima volta. Mossa che potrebbe arrivare anche in tempi brevi, in forma di emendamento al decreto "salva precari" che sta per essere esaminato dalla Camera.
Secondo Marcello Pacifico, presidente dell'Anief,«il ministro Gelmini deve annunciare l'emanazione di una nota correttiva che ordini all'amministrazione periferica di adeguarsi alle pronunce della magistratura. In caso contrario, ci penserà il Tar Lazio che il 9 ottobre si dovrà pronunciare su un ricorso ad hoc promosso dall'associazione professionale per l'ottemperanza delle ordinanze e la nomina di un commissario ad acta ».
«È chiaro che i diritti riconosciuti vanno tutelati – commenta Massimo Di Menna, segretario generale della Uil scuola – ma è altrettanto vero che questo sistema ha bisogno di stabilità e continuità. Non a caso abbiamo da tempo proposto organici e incarichi pluriennali. Ancora una volta il mondo della scuola vede regolate le cose a colpi di sentenze, del Tar o del Consiglio di Stato e questo non va bene. È necessaria una nuova regolamentazione capace di garantire certezze».

2 ottobre 2009
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