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Prestigiacomo: «I tagli al ministero dell'Ambiente sono insostenibili»

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3 novembre 2009


I tagli al ministero dell'Ambiente sono insostenibili. Lo ha detto il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, a margine di un'audizione alla commissione Ambiente della Camera. «In Finanziaria – ha detto il ministro - si passa da 1,6 miliardi nel 2008 a 500 milioni in pochi anni»: risorse sufficienti solo a coprire la spesa per il personale e affitti.

Per il ministro «bisogna dare sistematicità» ai finanziamenti che non possono arrivare da risorse spot «come lo scudo fiscale». Per Prestigiacomo, «il ministero, nonostante le zeppe del Tar, continuerà a operare con grandissima efficienza ma come si possono fare politiche senza risorse?». Il Tar Lazio ha bocciato le nomine dei membri della commissione Via (Valutazione impatto ambientale) e Vas (Valutazione ambientale strategica), disponendo il reintegro dei
precedenti commissari entro 45 giorni.

I tagli, aggiunge sono tali «da non consentire di svolgere le funzioni che il Ministero é delegato a fare per legge». C'é poi, aggiunge il titolare dell'Ambiente, una «infinità di sanzioni a livello europeo. Una situazione di morosità destinata ad aumentare se non mettiamo in campo politiche attive».

Il ministro si augura in settimana di trovare una soluzione sia per la copertura del decreto legge sul dissesto idrogeologico fermo a Palazzo Chigi, sia per il ministero che é sottofinanziato. Da tre settimane, all'esame del Consiglio dei ministri c'è uno schema di decreto legge per un piano straordinario nazionale contro il rischio idrogeologico da circa 3-4 miliardi. Lo schema del decreto legge, spiega il ministro, prevede che il ministero dell'Ambiente «predisponga un piano straordinario per le situazioni più a rischio: si potrebbero, per esempio, affrontare i primi 150 interventi più urgenti». Il problema principale è legato alle risorse, dice Prestigiacomo, ma «ho fatto richiesta al governo di poter contrarre un mutuo, anche decennale, per un totale di 3-4 miliardi di euro» che corrisponderebbero ai 300 milioni all'anno.Per mettere a punto il piano, il decreto prevede la costituzione di una commissione che dovrà presentarlo entro 60 giorni dal suo insediamento. Questa settimana, osserva Prestigiacomo, «spero si possa trovare una soluzione con il Tesoro per sbloccare il decreto».

3 novembre 2009
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