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Giustizia: due anni dal rinvio
a giudizio per la prescrizione

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12 novembre 2009

La maggioranza ha depositato in Senato il testo del disegno di legge sul processo breve, firmato dai capigruppo di Pdl e Lega Nord. Il testo prevede la prescrizione dei processi in corso in primo grado per i reati inferiori nel massimo ai dieci anni di reclusione, se sono trascorsi più di
due anni a partire dalla richiesta di rinvio a giudizio del pm senza che sia stata emessa la sentenza. «È evidente che ci saranno polemiche sui beneficiari di questa norma o meno, ma il tema esiste e va risolto», dice il presidente del Senato, Renato Schifani, che aggiunge: «Questa iniziativa tende ad attuare il principio della ragionevole durata dei processi, sostenuto sia nella Convenzione europea dei diritti dell'Uomo e sia dalla nostra Carta costituzionale».

Forti dubbi di costituzionalità per l'Anm. Per l'Associazione nazionale magistrati si tratta di una riforma con «effetti devastanti sul funzionamento della giustizia penale in Italia». E oltre a esprimere «forti dubbi di costituzionalità», parla di «inevitabile prescrizione per reati gravi».

Giulia Bongiorno (Pdl) stupita per l'inclusione dell'immigrazione clandestina fra i reati di grave allarme sociale. «Suscita un certo stupore la scelta di includere nell'elenco dei reati di grave allarme sociale, come quelli di mafia e terrorismo, l'immigrazione clandestina che è una semplice contravvenzione peraltro punita con una banale ammenda», ha detto il presidente della commissione Giustizia della Camera Giulia Bongiorno. L'avvocato Bongiorno, prima che si raggiungesse l'accordo tra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi sulla giustizia, aveva esaminato nei giorni scorsi le varie bozze del provvedimento messe a punto dal deputato del Pdl e legale del premier Niccolò Ghedini, per riferirne a Fini illustrandone le ricadute tecniche.

Alfano: «Condivido lo spirito del ddl».«Condivido lo spirito e il senso del ddl» presentato da Pdl e Lega al Senato «che va nella direzione di accelerazione dei processi», ha detto il
ministro della Giustizia, Angelino Alfano.

Per il Pd il provvedimento è il funerale della giustizia. «Hanno vinto i falchi. Questo testo é un'inaccettabile amnistia ad personam che fa male alla giustizia italiana, discrimina i cittadini e mette a repentaglio la sicurezza del Paese», ha commentato la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti. «Per capire il testo é sufficiente avere chiare in testa due date: 10 marzo 2006 e 22 aprile 2005 che sono quelle della richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Silvio Berlusconi per i processi Mills e Mediaset, che con queste norme sono definitivamente condannati a morte. Ancora una volta Gasparri si presta a firmare un testo cucito su misura degli interessi personali del signor Silvio Berlusconi». Con
queste norme, ha detto Ferranti, «verranno dichiarati estinti migliaia di procedimenti in corso di dibattimento per reati molto gravi, come: truffe anche aggravate, lesioni personali, corruzione, concussione, violenze e minacce a pubblico ufficiale, calunnia, false testimonianza, ricettazione, favoreggiamento personale, abusi d'ufficio, reati contro la pubblica amministrazione, falso in bilancio, reati economici, finanziari, frodi fiscali. Insomma é il funerale della giustizia».

Italia dei valori pronta al referendum. L'Italia dei valori è pronta a chiedere il referendum contro la legge sul processo breve targata Pdl. Lo ha detto il leader Antonio Di Pietro. «Il 5 dicembre con la manifestazione a piazza Navona annunceremo l'impegno a raccogliere le firme per un referendum contro una legge incostituzionale, immorale e contro gli interessi degli italiani. La legge proposta dice che dopo 2 anni il processo non si deve fare più. Per questo migliaia di processi, tra cui quelli sui maggiori scandali italiani da Parmalat ai bond argentini, andranno tutti estinti: è la più grande amnistia mascherata della storia». Per il leader dell'Italia dei valori Antonio Di Pietro al premier «non interessa intervenire per ridurre i tempi processuali con questa legge. Al premier interessa solo estinguere i suoi processi prima della sentenza che teme si possatrasformare in condanna. La truffa mediatica sta nel fatto che ilddl non interviene sulla prescrizione, nel senso che non dice chedopo due anni il reato é andato in prescrizione, ma che il processo é estinto». (N.Co.)

12 novembre 2009
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