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Scudo fiscale, proroga in due tappe

di Isabella Bufacchi

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18 dicembre 2009
Approvato il milleproroghe, i contenuti del decreto


Lo scudo fiscale, accorciato a tre soli mesi contro i sette inizialmente annunciati, è stato riaperto ieri ed esteso di quattro mesi, tornando così alla sua durata originale. La quarta versione della norma sull'emersione dei capitali esportati illegalmente prevede ora due tappe aggiuntive abbinate e due nuove sanzioni: una riapertura scatta dal primo gennaio al 28 febbraio 2010 con aliquota al 6% delle ricchezze rimpatriate o regolarizzate e una seconda proroga è scadenzata dal primo marzo al 30 aprile con aliquota al 7 per cento. Questa nuova scaletta di date sarà effettiva con l'entrata in vigore del decreto cosiddetto "milleproroghe".
È quanto è stato deciso ieri in consiglio dei ministri, e successivamente confermato per date e aliquote da un comunicato del ministero dell'Economia che ha riassunto così il tanto atteso prolungamento dei termini: «Proroga scudo: due scadenze due aliquote». Il ministro Giulio Tremonti, interpellato alla Camera, ha aggiunto che per quanto riguarda le previsioni di entrata per le casse dello stato da questa nuova tornata di emersioni, anche questa volta il gettito «è cifrato un euro», come il precedente scudo tre per il quale «siamo partiti da un euro e siamo arrivati a oltre 80 miliardi». Sull'entità dell'operazione che si è conclusa il 15 dicembre, cifre definitive e ufficiali non ne sono state date: oggi scade il termine del trasferimento dagli intermediari sostituti d'imposta all'erario, per le sanzioni versate nei primi quindici giorni di dicembre. «Abbiamo chiuso la nostra ultima operazione il 15 dicembre alle 16:45, con uno scudante che ha pagato in contanti l'aliquota», ha detto un private banker.
Positivo il giudizio della presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia: «Lo scudo, come abbiamo sempre detto, è un male necessario che auspichiamo possa far arrivare risorse in Italia e alle imprese per rafforzarle e ricapitalizzarle», ha commentato ieri, aggiungendo che è «giusto» che la proroga dei termini preveda anche l'innalzamento delle aliquote.
Ad eccezione della sforbiciata che ha ridotto la durata della prima versione dello scudo 2009-2010 da sette a tre mesi (la scadenza 15 aprile 2010 è stata sostituita con il 15 dicembre 2009 mettendo in affanno potenziali scudanti e intermediari), tutti gli interventi normativi sullo scudo tre – compreso quello di ieri – tendenzialmente sono andati a favore del mercato e degli evasori "pentiti". Una serie di estensioni sulla portata dello scudo (ben quattro circolari) ha aggiunto tra le altre cose i trust, i reati societari, per finire con la possibilità di effettuare il rimpatrio giuridico anche sugli immobili posseduti in paesi che non aderiscono allo scambio di informazioni per vie amministrative, come la Svizzera e Montecarlo. Secondo gli addetti ai lavori, quest'ultima concessione sull'applicazione dello scudo alle proprietà immobiliari è arrivata con un tale ritardo da non consentire di essere applicata. Potrebbe essere proprio il rimpatrio giuridico degli immobili la fetta più consistente dello scudo quater.
«La riapertura dello scudo favorisce l'emersione delle proprietà immobiliari nei paesi che non collaborano con il fisco italiano, aiuta gli indecisi e i ritardatari che si sentono sempre più minacciati dalla grande potenza di fuoco dell'agenzia delle entrate, dal rischio di confisca dei beni e dall'inversione dell'onere della prova», ha commentato Andrea Ragaini, amministratore delegato di Banca Cesare Ponti, private bank del gruppo Carige: secondo Ragaini, le operazioni finanziarie complesse sono state in larga misura risolte nello scudo tre con il solo pagamento dell'aliquota entro il 15 dicembre e la chiusura dell'intera pratica entro il 31 dicembre 2010.
Tra la riapertura fissata al primo gennaio 2010 e la chiusura del 15 dicembre, gli addetti ai lavori hanno quindici giorni di tempo per prepararsi. Secondo gli esperti della materia, la potenzialità delle due proroghe approvate con due aliquote più alte potrebbe orbitare attorno al 30% del capitale emerso con lo scudo tre, le cui stime hanno oscillato tra 60 e 110 miliardi.

18 dicembre 2009
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