ILSOLE24ORE.COM > Notizie Norme e Tributi ARCHIVIO

Via libera della Camera al legittimo impedimento

di Nicoletta Cottone

commenti - |  Condividi su: Facebook Twitter|vota su OKNOtizie|Stampa l'articoloInvia l'articolo|DiminuisciIngrandisci
3 febbraio 2010

Via libera della Camera allo scudo del legittimo impedimento a comparire in udienza per premier e ministri, se imputati. Il semaforo verde al provvedimento si è acceso con 316
sì, 239 no e 40 astenuti ed è stata subito bagarre in aula, con lancio di palline di carta, tra i deputati della maggioranza e l'Italia dei valori, urla, proteste, insulti e cartelli di protesta. Il provvedimento "ponte", resterà in vigore per non più di 18 mesi in attesa dell'approvazione del Lodo Alfano bis per via costituzionale.

Da Palazzo Chigi l'ok alle assenze ai processi. Sarà palazzo Chigi a certificare il legittimo impedimento per premier e ministri a comparire in udienza. Un emendamento approvato della commissione Giustizia, messo a punto dal relatore Enrico Costa (Pdl), stabilisce, infatti, che «ove la presidenza del Consiglio dei ministri attesti che l'impedimento è continuativo e correlato allo svolgimento delle funzioni di cui alla presente legge, il giudice rinvia il processo ad udienza successiva al periodo indicato». Per l'opposizione sarà «una sorta di autocertificazione», che consentirà agli esponenti del governo di non presentarsi ai processi senza nessuna verifica sulla fondatezza dei motivi addotti.

Toni forti dell'opposizione nelle dichiarazioni di voto. Intanto nel corso delle dichiarazioni di voto toni forti per i no al provvedimento dell'opposizione. «Le scorciatoie per uno o per pochi – ha sottolineato il segretario del Pd Pierluigi Bersani accompagnato dagli applausi di Pd e Idv - suscitano in tanti repulsione e indignazione». Il leader dell'Italia dei valori Antonio di Pietro: ha detto «convintamente no a questa legge porcata», che ha «un solo mandante esecutore, Silvio Berlusconi». Ha annunciato l'astensione dell'Udc Michele Vietti, «pur non rinnegandone la paternità del provvedimento, seppur in una versione che si é geneticamente modificata». Astenuti anche i liberaldemocratici e minoranze linguistiche. Annunciando il sì del suo gruppo, il leghista Roberto Cota ha detto che è «un provvedimento equilibrato, necessario per garantire il principio sacrosanto della sovranità popolare». Per il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, «la proposta d'introduzione dell'istituto del legittimo impedimento mira a superare il conflitto tra la tutela dell'organizzazione e dell'esercizio dell'attività del Presidente del Consiglio e dei membri del Governo, - espressione, di una maggioranza legittimata dall'indicazione popolare attraverso il voto, - e l'attività giurisdizionale diretta ad accertare la responsabilità delle stesse cariche istituzionali per eventuali reati. Infatti, qualora non fosse approvata una tale normativa, ne deriverebbe inevitabilmente una consequenziale lesione degli interessi delle istituzioni Governative e quindi dell'interesse pubblico».

La maggioranza ha resistito alla prova del voto segreto. La maggioranza resiste all'incognita del voto segreto: con 14 voti di scarto, infatti, l'Aula della Camera ha respinto un emendamento Udc, votato a scrutinio segreto, su cui il governo aveva espresso parere contrario. Fallito, dunque, il blitz Pd-Udc per cancellare la norma che estende ai ministri la facoltà di avvalersi dell'impedimento istituzionale per saltare un'udienza in un processo penale.

Non è legittimo impedimento la partecipazione a sagre, fiere, feste di paese e meeting politici. Una curiosità: il governo ha accolto, con un certo imbarazzo, gli ordini del giorno delle opposizioni che stabiliscono che non siano legittimo impedimento a comparire in udienze, per premier e ministri, la partecipazione a sagre, fiere e feste di paese. Esclusi anche meeting, incontri di partito e politici.

Battibecco in aula fra i leghisti e Rosy Bindi. Lavori fermi questa mattina in aula per un battibecco tra la Lega Nord e la vicepresidente della Camera Rosy Bindi. I deputati del Carroccio hanno esposto in aula la prima pagina della Padania, che inneggia all'approvazione di una legge anti-burqa in Italia. La cosa non è piaciuta alla vicepresidente Bindi: la Camera, ha commentato, «non è un'edicola». Polemica la replica dei leghisti, con sospensione della seduta per i 20 minuti regolamentari prima dell'inizio delle votazioni.

3 febbraio 2010
© RIPRODUZIONE RISERVATA
RISULTATI
0
0 VOTI
Stampa l'articoloInvia l'articolo | DiminuisciIngrandisci Condividi su: Facebook FacebookTwitter Twitter|Vota su OkNotizie OKNOtizie|Altri YahooLinkedInWikio


L'informazione del Sole 24 Ore sul tuo cellulare
Abbonati a
Inserisci qui il tuo numero
   
L'informazione del Sole 24 Ore nella tua e-mail
Inscriviti alla NEWSLETTER
Effettua il login o avvia la registrazione.
 
   
 
 
 

-UltimiSezione-

-
-
22 maggio 2010
21 maggio 2010
21 maggio 2010
20 maggio 2010
20 aprile 2010
 
Gli esperti del ministero rispondono a tutti i dubbi sugli incentivi
La liquidazione: rimborsi e debiti
I redditi da dichiarare
La salute e gli altri sconti
La famiglia e la casa
 
 
Cerca quotazione - Tempo Reale  
- Listino personale
- Portfolio
- Euribor
 
 
Oggi + Inviati + Visti + Votati
 

-Annunci-