Guida alla 42esima edizione della Coppa America
Argentina favorita, Brasile senza stelle

di Nicola Filippone


C'è sempre una prima volta, anche per la competizione calcistica per Nazionali più antica del mondo. Quest'anno la Coppa America (26 giugno-15 luglio) , dal 1916 massimo torneo riservato a rappresentative sudamericane, ha infatti una sede inedita: il Venezuela del presidente Hugo Chavez. Un leader che si è impegnato in prima persona per ottenere l'organizzazione dell'evento e ha investito ingenti risorse pubbliche (si parla di oltre 500 milioni di dollari) per riammodernare gli stadi e dotare le città ospitanti di strutture adeguate.
Favorite. A contendersi il trofeo ci sono dodici squadre: dieci sudamericane e due "invitate" appartenenti alla Concacaf ( la Federcalcio nord-centro-americana): Stati Uniti e Messico. Ma il lotto delle favorite si esaurisce con le due Nazionali più prestigiose.
Argentina al completo. In pole position per la vittoria finale stavolta si piazza l'Argentina: la Selecciòn manca all'appuntamento con il trofeo dal 1993. Nell'ultima edizione (2004) ha visto sfumare il traguardo in finale, beffata ai calci di rigore proprio dagli acerrimi rivali brasiliani. La selezione biancoceleste, guidata da Alfio "Coco" Basile (già ct argentino in occasione degli ultimi due trionfi in Coppa America, datati '91 e '93), è atterrata in Venezuela a ranghi completi. In avanti brillano le stelle di Messi e Tevez, affiancate da Crespo, centravanti di classe e mestiere. C'è inoltre l'asso del Boca Juniors Riquelme, gli interisti Zanetti , Cambiasso e Burdisso e l'ex nerazzurro Veron. In difesa gli juventini seguono con particolare attenzione il centrale Gabi Milito, obiettivo principale del mercato bianconero.
Brasile operaio. Malgrado l'inaspettata e netta sconfitta subita nel match d'esordio (2-0 contro il Messico), i verdeoro, campioni in carica, rimangono la principale alternativa all'Argentina. Si sono presentate ai blocchi di partenza senza pezzi del calibro di Kakà, Ronaldinho, Ronaldo e Adriano. Le star sono Robinho e l'attaccante del Werder Brema Diego. Le facce note in Italia quelle del nerazzurro Maicon e del portiere romanista Doni. Mancano i fenomeni, ma la squadra allenata dal debuttante Carlos Dunga punta sull'equilibrio: basso profilo ma sostanza europea.
Outsider. Alla vigilia un certo credito veniva concesso all'Uruguay, guidato in panchina dall'ex allenatore del Milan Tabarez. Ma la brutta sconfitta d'esordio – un sonoro 3- 0 a beneficio del Perù – ha drasticamente ridimensionato le ambizioni di Recoba e compagni. Viceversa, il match inaugurale ha fatto salire le quotazioni del Perù, allenato da Uribe (calciatore del Cagliari all'inizio degli anni '80), che in attacco schiera una copia insidiosa, composta dagli ex Bayern Monaco Claudio Pizarro (appena passato al Chelsea) e Paolo Guerrero (oggi all'Amburgo). Il successo a sorpresa sul Brasile rilancia le ambizioni del Messico, allenato dalla gloria locale Hugo Sanchez. Altre possibili sorprese sono i padroni di casa del Venezuela e il Cile.
I gironi. Il più equilibrato è il gruppo A: difficile stabilire una gerarchia tra Perù, Uruguay, Venezuela e Bolivia, anche dopo i risultati dei primi due match (oltre alla vittoria del Perù sull'Uruguay, 2-2 tra Venezuela e Bolivia). Nel gruppo B, i valori sembravano chiari, ma i primi due incontri hanno mischiato le carte: il Brasile rimane tecnicamente superiore, il Messico è più tonico del previsto. L'Ecuador, sconfitto 3-2 dal Cile, ha deluso le aspettative. Nel gruppo C, dando quasi per scontata la leadership dell'Argentina, il ruolo di seconda forza potrebbero giocarlo gli Usa, considerando la forma approssimativa di Colombia e Paraguay.
La formula. La stessa dal '93 in poi: dai tre gironi da quattro squadre andranno avanti in otto (le prime due di ogni gruppo e le due migliori terze). Quindi, dai quarti di finale in poi, incontri ad eliminazione diretta. La finale è in programma domenica 15 a Maracaibo.
In tv. In Italia le partite vengono trasmesse da Sport Italia (in chiaro sul digitale terrestre e sul satellite, canale 225 del bouquet di Sky): in notturna vanno in onda le dirette, in pomeriggio e in prima serata le repliche