Lega Calcio, braccio di ferro con il Governo: «Senza pubblico non giochiamo»


Le società di calcio di A e B si oppongono alla decisione del Governo di far disputare a porte chiuse gli incontri negli stadi non ancora in regola con le norme previste dal decreto Pisanu, visto che verrà vietato ai tifosi di seguire la squadra in trasferta. La posizione dei presidenti è stata espressa nella riunione odierna della Lega Calcio: in assenza di tifoseria ospite sarebbero le stesse società a provvedere alla sicurezza
all'interno degli stadi, che resterebbero aperti solo ai tifosi di casa, senza quindi l'ausilio delle forze dell'ordine. «La misura di giocare a porte chiuse è demagogica e vorremmo fosse eliminata», ha detto il patron del Palermo Zamparini, facendosi portavoce di tutti i presidenti di A e B per spiegare che, ai club, gli stadi vuoti non piacciono proprio. «Siamo d'accordo a vietare le trasferte - ha sottolineato il presidente del Palermo - ma troviamo penalizzante giocare senza pubblico. Il Governo, prima di prendere delle decisioni, dovrebbe consultarci. Senza tifosi ospiti allo stadio, chiederemo che a Palermo non venga più mandata la polizia». Una delegazione dei club dovrebbe spiegare già oggi queste posizioni al Governo. «Domenica si gioca la quarta di campionato, non si recupera la terza: il 17 e il 18 aprile verranno quindi recuperate serie A e B», ha dichiarato con sicurezza Adriano Galliani. Le società compatte hanno deciso quindi di adeguare il calendario. Inter-Roma, in programma domenica scorsa, si giocherà, invece, in pratica negli stessi giorni della finale di Coppa Italia. «Domenica si può riprendere a giocare - ha aggiunto il patron dell'Inter Moratti - anche se, innanzitutto, dovranno essere applicate le norme a tutela dei tifosi». È caduta nel vuoto, invece, la richiesta di Zamparini di chiedere le dimissioni del presidente della Lega Matarrese. Ad annunciarlo è stato lo stesso presidente del Palermo, che in Consiglio si è accorto che la posizione del presidente Matarrese è salda. «Nessuno ha accolto la mia richiesta». Già prima della riunione il vicepresidente di Lega, l'amministratore delegato della Roma Rosella Sensi, aveva spezzato una lancia in favore di Matarrese: «Sono certa che sia stato frainteso, credo che le sue dichiarazioni siano state fatte in un momento di rabbia. Lui ha sempre operato per il bene delle società». Se i presidenti insistono per tornare al calcio giocato da domenica, non cambia la posizione del Governo che nella riunione di Mercoledì approvera il decreto contro la violenza negli stadi. Chiarissima la posizione del ministro dello Sport Giovanna Melandri. Una posizione che va in tutt'altra direzione rispetto agli auspici dei presidenti dei club. Gli stadi che non risponderanno alla normativa sulla sicurezza non potranno essere aperti al pubblico. «Non si utilizzeranno impianti al di fuori dalle norme vigenti», ha detto dopo il vertice al Viminale il ministro dello Sport Giovanna Melandri. La riunione col commissario Figc Luca Pancalli, il ministro Giuliano Amato e i rappresentanti delle Leghe è stata definita «molto positiva» dal ministro: «Abbiamo trovato - ha aggiunto la Melandri - un ascolto attento e responsabile, una condivisione di sostanza di tutto quello che il governo sta facendo».

6 febbraio 2007