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I commenti alla manovra di maggioranza e opposizione

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29 settembre 2007


La manovra varata nella notte dal Governo, nei commenti di maggioranza e opposizione.

Gianni Alemanno (An). «La legge finanziaria è stata approvata dal Governo senza quello che doveva essere il suo cuore, ossia il protocollo sul welfare. Questo significa due cose: è una finanziaria di galleggiamento e inoltre tutte le liti all'interno dell'Unione sono rinviate in sede di dibattito parlamentare. E lì il governo potrà cadere in qualsiasi momento».

Silvio Berlusconi, presidente di Forza Italia. «Anche se il Governo assicura che nella Finanziaria ci saranno "100 buone notizie per l'Italia" agli italiani di buone notizie ne basterebbe una sola: cioè che questo Governo se ne vada a casa".

Pierluigi Bersani, ministro per lo Sviluppo economico. «È la Finanziaria del Governo dove tutti potranno rivendicare di aver contribuito a fare un passo avanti per il Paese».

Fausto Bertinotti, presidente della Camera dei deputati. «Sembra che il Governo e la maggioranza abbiano valicato questo passaggio impegnativo almeno per ciò che riguarda la capacità di organizzare un consenso alla finanziaria della maggioranza e del Governo medesimi. Naturalmente ora si aprirà un percorso parlamentare e siccome io presiedo una delle due aule ed essendo la Finanziaria sottoposta al voto del Parlamento, non posso pronunciarmi nel merito». Sul rinvio del varo della riforma del welfare al 12 ottobre: «A me pare ragionevole che venga distinta la Finanziaria da un altro ordine di questioni».

Isabella Bertolini, vicepresidente dei deputati di Forza Italia. «La finanziaria del governo Prodi è la madre di tutti gli inganni. L'esecutivo rimane allo sbando su welfare e pensioni. Alla fine della patetica sceneggiata ci saranno solo altri aumenti fiscali e qualche elemosina da fame». «Dopo il saccheggio dello scorso anno, detrazioni fantasma, briciole e oboli. Chi ha diminuito davvero le tasse è stato il governo Berlusconi».

Roberto Calderoni (Lega Nord).«È una Finanziaria double-face, adesso è arrivato il lato esteriormente bello nel caso venga bocciata e si vada alle elezioni». Secondo Calderoli, la Finanziaria «è finta e serve a loro a non fare troppi danni se si dovesse andare al voto nella prossima primavera. Se dovessero sfangarla ci metteranno il contenuto in Parlamento».


Salvatore Cannavò e Franco Turigliatto, esponenti della Sinistra critica. «È la solita Finanziaria in continuitá con la precedente e con le politiche degli ultimi anni: un mare di soldi alle imprese e un pò di compassione per i poveri con il bonus-mancia dei 150 euro una tantum, tra l'altro annullati dall'aumento in corso di luce, gas, pane e verdure. La Finanziaria è leggera perchè sono pesanti i collegati che si porta dietro, a cominciare da quello sul welfare che sará approvato il 12 ottobre, la riduzione degli organici e del turn-over nella Pubblica amministrazione».

Maria Elisabetta Casellati, vicepresidente dei senatori di Forza Italia. «Prodi si è definitivamente arreso. Lo testimonia la finanziaria 2008, varata nella notte dal Consiglio dei ministri, che si limita a distribuire soldi a pioggia, esattamente come ha sempre fatto la sinistra alla vigilia delle elezioni. Dopo aver promesso a più riprese politiche di sostegno per le fasce più deboli della popolazione si é arrivati a prevedere la vergogna di un'elemosina, di questo si tratta, di 150 euro per i redditi più bassi. Le politiche sociali della banda Prodi sono queste: poco più di 10 euro al mese a famiglia, un'offesa al buonsenso e alla dignità».

Vannino Chiti, ministro per i Rapporti con il Parlamento. La Finanziaria è stata approvata dopo «una discussione serena e costruttiva, in un clima ottimo».

Antonio Di Pietro, ministro per le Infrastrutture. «Stanotte in Cdm mi sono accorto che mancavano due capitoli nella Finanziaria, uno sulla messa in sicurezza degli edifici scolastici e un altro relativo all'edilizia penitenziaria. Quando sollevo il problema il ministro Padoa-Schioppa mi dice che la "copertá è quella che è e che bisogna
individuare quali altri capitoli di spesa tagliare"». «Gli ho detto che non chiedono l'America, ma soldi per evitare un altro caso come la scuola di San Giuliano e comunque, faccio la proposta che subito qualche mio collega ha bollato come una "dipietrata" e dico: per avviare il piano mi bastano 20-25 milioni l'anno, ossia un decimo di quello che costa il rimborso elettorale dei partiti». Così la proposta accolta dal Cdm: «Riduciamo del 10% quello che prendono i partiti e aggiustiamo le scuole. Ecco questo è un esempio di come la politica può risarcire la societá. Certo, ovviamente ho detto al mio capo di gabinetto di vigilare, di controllare che la norma venga anche promulgata»

Piero Fassino, segretario dei Ds. Fassino è soddisfatto di «una Finanziaria di sviluppo, crescita ed equità sociale che consolida e rafforza le scelte di politica economica del governo». Sottolinea che «il collegato al protocollo sul welfare sarà approvato dal Governo subito dopo la consultazione referendaria dei lavoratori". E questo «spiega perché occorre aspettare l'esito di questo referendum che mi auguro sia positivo. D'altra parte non é decisiva la data del varo, ma la data in cui sarà approvato e cioé entro il 31 dicembre».

Paolo Ferrero. Ministro per la Solidarietà sociale. «Questa Finanziaria fa un passo nella direzione giusta», ma «ci sono anche alcune cose da limare, e che riguardano le politiche sociali». «Resta la nostra insoddisfazione per il fatto che le rendite non sono state inserite in finanziaria. Sarebbe stato molto meglio».

Anna Finocchiaro, presidente del gruppo dell'Ulivo al Senato. «Dal Consiglio dei ministri è uscita, con il consenso di tutte le forze politiche, una Finanziaria equilibrata, con risposte importanti per i cittadini, senza nuove tasse. Ci sono importanti misure per le fasce più deboli, ma anche forti segnali che possono permettere all'Italia di mantenere la barra del rigore e di camminare sulla strada dello sviluppo».

Paolo Gentiloni, ministri per le Comunicazioni. «In Finanziaria investiamo su alcuni
programmi fondamentali come la transizione al digitale e la banda larga sia con risorse, ancora modeste, che con norme come quella per la sostituzione delle tv analogiche».

Roberto Maroni, presidente della Lega Nord. La riduzione dei parlamentari «è un'assurdità, nel merito condivisibile, ma detta adesso è solo fumo negli occhi degli elettori perché irrealizzabile». «Qualche ministro sarà anche stato accontentato, ma la partita inizia adesso, quando la Finanziaria arriva in Parlamento». Secondo Maroni in Parlamento «ci saranno i gruppetti, i gruppuscoli, i singoli, ciascuno dei quali ha qualcosa da richiedere, qualcosa che non va. Io mi immagino che in Parlamento il percorso sarà a ostacoli. E in Senato comincerà la partita vera, che è tutta da scrivere, quella che arriva in Parlamento è una bozza di finanziaria. La vera finanziaria si fará in Senato ed è tutta da scrivere e per il Governo saranno dolori».

Altero Matteoli, presidente del senatori di An. «È vero, Prodi ha mantenuto le promesse non abbassando le tasse come invece aveva trionfalmente annunciato ad agosto". E aggiunge: «Con il decreto legge e la finanziaria si distribuiscono mance e mancette a perdere che hanno il sapore di una vera e propria beffa per i ceti più deboli, che costano cifre esorbitanti ai cittadini e che non produrranno sviluppo. Prodi ha ceduto ancora una volta alla sinistra radicale che pur di non perdere il potere si accontenta di misure demagogiche e a volte anche offensive. Il rinvio del protocollo sul Welfare è poi il vero dato politico che fa emergere una maggioranza paralizzata dalle inconciliabili culture. In Senato si annunciano mesi ad alta tensione tra massimalisti e riformisti, meglio sarebbe per i cittadini - che si chiudesse un capitolo fallimentare».

Romano Prodi, presidente del Consiglio dei ministri. «La discussione è stata lunga, io avevo previsto che avremmo finito alle quattro di mattina, siamo dieci minuti in anticipo. Il 12 poi affrontiamo i problemi legati al Welfare e chiudiamo tutto il libro. Nella Finanziaria gli scogli più duri sono quando si devono tirare fuori i soldi. Ma non c'è stata una gara tra ministri, non è un ministro contro l'altro, ma ci sono gli equilibri fra ingressi e spese».

Maurizio Sacconi (Forza Italia). Per sacconi la vera vittima di questa Finanziaria è la crescita. «La manovra fiscale sulle imprese del governo è un grande imbroglio e non a caso è a somma zero. Secondo il classico gioco delle tre carte il governo scambia minori aliquote con allargamento della base imponibile perché riduce la deducibilitá di molti costi e mette limiti ai crediti di imposta. L'innalzamento al 18,5 % del prelievo sui capital gain è tutto ideologico e costituisce un antipasto della maggiore tassazione delle rendite finanziarie».

Walter Veltroni, sidnaco di Roma e candidato alla guida del Pd. «Mi sembra un ottimo accordo, sono molto soddisfatto. Romano Prodi e Padoa-Schioppa hanno fatto un ottimo lavoro. Sono soddisfatto per la compattezza della maggioranza e per il segno di una Finanziaria che va in due direzioni: sostenere i più deboli e aiutare le imprese. Ed è la dimostrazione che queste due cose insieme si possono fare».

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