Speciali in evidenza
Speciale Smau
Speciale ambiente
Speciale scuola
Speciale Auto
Un anno di rincari
Speciale mutui
Voli low cost
Speciale ETF
Studi di settore
Risparmio energetico
Auto & fisco
Navigatori GPS
Musica Mp3
Guida alle facoltà
Come risparmiare
XV Legislatura
shopping 24

Servizi

Il Sole Mobile

Servizi Ricerca

Attualità ed Esteri

ARCHIVIO »

13 giugno 2007

Piemonte / Contro lo smog allargate le zone a traffico limitato

di Eugenio Giudice

A Biella l'inquinamento aumenta. Inaspettatamente. In quattro anni, gli sforamenti di legge dei limiti delle Pm10 sono passati da 35 a 47. Del resto, la strada dov'è stata installata la centralina di rilevazione, da secondaria che era, è diventata uno snodo di traffico importante. Le statistiche vanno prese con attenzione. Servirebbero serie storiche lunghe, punti di rilevazione diffusi, condizioni confrontabili. Basta un inverno più secco e gli inquinanti si impennano.
Dal satellite, la pianura Padana appare come una mattonella rosso fuoco, il colore peggiore nella scala utilizzata in questi studi. La qualità dell'aria, per quanto riguarda il biossido d'azoto provocato dalla combustione, è pessima, come a Shangai o New York. «La barriera alpina rende difficoltosa la circolazione dell'aria», spiegano Enrico Garrou, Marilena Maringo e Francesco Lollobrigida del dipartimento Arpa di Torino. È come se ci fosse un coperchio sulla Pianura Padana che, nei mesi freddi dell'anno, si abbassa considerevolmente. E toglierlo non è facile.
Roberto Bertolini, direttore programma Salute e ambiente dell'Oms, riferendo il 5 giugno alla commissione Ambiente della Camera, ha detto come tutta la Pianura Padana e, in particolare, Torino e Milano «sono tra i centri in Europa caratterizzati dai più alti valori di concentrazione di Pm2, ossia il particolato fine», un veleno che «i motori moderni non eliminano».
Ciò nonostante, la qualità dell'aria negli ultimi decenni è migliorata. Rispetto agli anni Settanta i sette inquinanti più critici si sono ridotti a tre, per i due terzi causati dal traffico e dal riscaldamento: Pm10, biossido di azoto e ozono. Quest'ultimo è quello al suolo, nocivo, che non va confuso con lo strato dell'ozono che ci protegge dalle radiazioni ultraviolette. E almeno per i primi due, le cose vanno meglio rispetto al 2006.
Nel periodo gennaio-marzo il biossido d'azoto (limite annuale di 40 microgrammi per metro cubo, rispettato, in provincia di Torino, solo a Susa, Druento e Oulx) è sceso da una media di Torino e prima cintura superiore a 90 mg/m3 a valori di 70-80. L'ozono, tra Torino è provincia, è rimasto, invece, pressoché stabile. Ma l'attenzione maggiore è concentrata sulle polveri sottili, le Pm10, che nella stazione di riferimento di Torino sono diminuite significativamente rispetto allo stesso periodo dell'anno prima. Peggiora, invece — ma i criteri di misurazione sono diversi — se si confrontano con i primi cinque mesi dell'anno rilevati da Legambiente. E le differenze valgono anche per gli altri capoluoghi.
In Piemonte, la Regione ha emesso un'ordinanza antismog per tutti i Comuni sopra i 20mila abitanti, in vigore dal 15 gennaio: stop alle autovetture EuroO, Euro1 diesel ed EuroO benzina dal lunedì al venerdì, almeno 5 ore al giorno per il traffico privato, almeno 3 ore al giorno per il traffico d'impresa.
«Abbiamo afferrato il toro per le corna — dice l'assessore regionale all'Ambiente, Nicola de Ruggiero —: a noi la gestione del piano sulla qualità dell'aria, ai Comuni l'applicazione». E, almeno formalmente, le direttive regionali sono state rispettate. Ma i livelli di controllo, l'attenzione all'informazione o la durata dei divieti non sono stati omogenei, ammette l'assessore: «Nel Novarese, per esempio — osserva — si sono adeguati anche i Comuni più piccoli. A Vercelli hanno, invece, negato il problema. Torino ha esteso il divieto nella Ztl alle vetture Euro2. Verbania, che pur non supera le soglie di inquinamento, ha realizzato un intervento strutturale: il trasporto urbano gratuito». I risultati? «Abbiamo avuto molti meno giorni di pesante inquinamento, il livello sei e sette, solo 2 volte rispetto alle 8 dello scorso anno», dice l'assessore.
Replica Vanda Bonardo presidente della Legambiente Piemonte: «Il leggero miglioramento è dovuto più che altro alla situazione meteorologica. Quasi ovunque il limite dei 35 giorni per il Pm10 è stato, infatti, già superato a febbraio. Ma spero che le misure dello scorso anno vengano riproposte dalla Regione con una maggior efficacia fin dall'inizio del prossimo autunno».
Nei programmi del 2007, assicura de Ruggiero, il divieto proseguirà e saranno estese le Ztl. È previsto un intervento sulle emissioni industriali grazie alla revisione delle Aia, (Autorizzazioni integrate ambientali), durante le quali sono studiate, in collaborazione con l'azienda, le misure meno inquinanti. E sarà rafforzato il teleriscaldamento periferico, a cominciare dall'area cuneese.
Le misure antinquinamento e la politica ambientale hanno tenuto banco nei giorni scorsi alla quarta Biennale dell'eco-efficienza, rivolta a consumatori, aziende e istituzioni, che ha aperto i battenti al Centro congressi del Lingotto.



 
Le Top News del Sole 24 ORE sul telefonino TOP al 48224

Suggerimenti

>Info quotazioni

A richiesta, via sms, la quotazione istantanea e in tempo reale del titolo che ti interessa

>Flash news

Scarica il programma gratuito, e ricevi sul tuo desktop le ultimissime notizie di economia e finanza

News