2 marzo 2005 |
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Venti ricette per la crescita del Paese |
"Io non sono un capitalista, ma un imprenditore industriale". Questa la secca risposta di Emilio Riva, che potrebbe a prima vista sembrare incongruente con il titolo del libro in cui si trova: "Intervista ai capitalisti", appunto, a firma di Antonio Calabrò.
Subito dopo, tuttavia, Riva precisa: "I capitalisti comprano le aziende, le risanano, le rivendono. Vanno in Borsa. Speculano. Non si affezionano all'industria ma guardano solo alle perdite e agli utili. Si muovono con la logica del mordi e fuggi. Bravi, a fare il loro mestiere. Niente da dire. Non li denigro. Io, però, sono diverso".
Diverso, Riva, dai molti altri protagonisti del libro (che nasce come una raccolta di interviste fatte da Calabrò a cavallo tra il 2003 e il 2004 per il mensile Capital) ma con una visione dell'economia del nostro Paese che punta a una direzione comune.
Quella della necessità ormai indifferibile degli investimenti in ricerca, perché è su questo tema che l'Italia si gioca la sfida della competitività, dell'esigenza di puntare sulla formazione delle persone e di perseguire la strada dell'innovazione continua, l'unica in grado di garantire un confronto da pari a pari con i concorrenti stranieri.
Da Emilio Riva a Francesco Micheli, da Marco Tronchetti Provera a Giuseppe Gazzoni Frascara, passando attraverso il dialogo con manager quali Elio Catania, Corrado Passera e Umberto Paolucci: molti punti di vista diversi, esperienze differenti, visioni spesso contrastanti. Come accade a proposito dell'industria manifatturiera, che per alcuni è un elemento irrinunciabile nell'Italia del futuro e per altri è semplicemente un settore destinato a un inevitabile declino, fino alla scomparsa. Oppure a proposito dell'effettivo valore e ruolo della Borsa nel garantire migliori prospettive di sviluppo alle imprese e all'economia del nostro Paese.
Ma al di là delle analisi e delle chiavi di lettura dei fenomeni, che spesso sono divergenti (ed è interessante vedere come e tra chi le opinioni divergono), la convergenza si realizza sulle possibili soluzioni, sulle priorità da rispettare, sulla convinzione che non sia più il tempo di aspettare, ma piuttosto di agire per non veder penalizzato ulteriormente un sistema economico e industriale che deve fronteggiare scenari competitivi in continua e rapida evoluzione.
Soluzioni sulle quali concorda anche Luca Cordero di Montezemolo, autore della prefazione al volume che scrive: "In un mondo che viaggia sulle idee e sulle innovazioni, in cui la competizione è basata sulla conoscenza, per il nostro Paese è un'assoluta necessità puntare su istruzione e ricerca e, contemporaneamente, rinnovare le infrastrutture e avere una logistica efficiente".
In sintesi un libro, quello di Calabrò, che si legge rapidamente e senza intoppi: fatto di buone risposte e, base di partenza imprescindibile trattandosi di interviste, di buone domande.
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