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| SPECIALE ELEZIONI 2008 | |
| Una campagna noiosa: rischio astensionismo
di Guido Compagna
È una strana campagna elettorale. I contenuti sono modesti: qualche promessa sulle pensioni, programmi che seguono percorsi ravvicinati, da qualche giorno un contrasto marcato sulla vicenda Alitalia, ma con entrambi i contendenti (Berlusconi e Veltroni) attenti a non tagliarsi i ponti alle spalle. Di giustizia e legalità si parla poco, comunque meno che in precedenti occasioni. I toni, a loro volta, sono abbastanza pacati, ma spesso più noiosi che educati. Anche se qualche sgarbo e qualche insulto potrebbe manifestarsi, man mano che la data del voto si avvicina.
Le maggiori differenze tra la campagna di Veltroni e quella di Berlusconi si riscontrano sul piano organizzativo. Il primo è impegnato a fondo sul territorio: giro in torpedone e comizi in tutte le province italiane. Il secondo, quasi a trasmettere la convinzione che la vittoria è certa, si muove poco. Va avanti con calibrate apparizioni in televisione (ma pare che non voglia il confronto diretto) e i comizi previsti sono pochi: chiuderà a Roma, insieme a Fini, parlando al Colosseo. Difficile prevedere quale strada sarà la migliore. Ma in fondo il ricorso ai comizi sul territorio, più che un ritorno al passato, è una novità. Almeno rispetto alle più recenti campagne elettorali.
Nonostante il largo spazio che giornali e televisioni dedicano ai due maggiori protagonisti della competizione, per ora l'opinione pubblica non sembra appassionarsi più di tanto. Anche se le piazze e i teatri di Veltroni sono pieni, gli ascolti televisivi dei dibattiti restano su valori medi. Alla fine a pesare sul risultato finale potrebbero essere i partiti cosiddetti minori e l'astensionismo. Della carenza di messaggi forti da parte di Pd e Pdl potrebbe approfittarne la concorrenza: i centristi di Casini, la Destra di Storace, la sinistra Arcobaleno di Bertinotti, e, perchè no, i socialisti di Boselli. Ma l'incognita maggiore, alla fine di una campagna tutto sommato noiosa, potrebbe venire dall'astensionismo. | |
| 26 marzo 2008 | |
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