di Alberto Annicchiarico
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| SPECIALE ELEZIONI 2008 | |
| Il Cavaliere attacca il leader del Pd: «Il suo programma è carta straccia»
di Alberto Annicchiarico
Silvio Berlusconi al Palalido di Milano con Gianfranco Fini per dare il via alla campagna elettorale del Popolo delle libertà. Subito le parole d'ordine del programma, la «ricetta liberale», e i primi provvedimenti che saranno presi dal nuovo governo del centro-destra, se gli italiani lo premieranno con il voto: via l'Ici, detassazione degli straordinari («un incitamento a lavorare di più e consumare di più») e aiuti alle famiglie. «La sinistra - ha detto Berlusconi - ha eliminato il sostegno economico per i nuovo nati: torneremo a darlo sin dal primo consiglio dei ministri».
Il leader del Pdl ha anche presentato lo la Carta dei valori del nuovo partito, che ha tra i principi fondanti la libertà della persona, l'uguaglianza, la legalità, la sussidiarietà. «Abbiamo scritto insieme un programma che per il 90% è la carta dei valori della grande famiglia del partito dei popoli della libertà europei. Sono cinque pagine, vale la pena ascoltarle almeno una volta all'inizio della campagna elettorale».
Sull'avversario del Partito democratico, Walter Veltroni: «La campagna elettorale della sinistra si è quasi esaurita. Sono terminati i fuochi di artificio. Ha detto vado solo io, senza alleanze. È stata una finta perché hanno aggregato radicali e giustizialisti. Si troveranno insieme cattolici e mangiapreti, e ciò è inconciliabile». Quindi, un attacco ancora più diretto: «Veltroni, questo giovane praticante della politica che invece di laurearsi si è diplomato nella fiction, in cinema...». In generale il programma del Pd - ha concluso il Cavaliere accompagnando accompagnando le parole con un gesto eloquente - è «carta straccia».
Quanto ai sondaggi, «ci dicono che il Pd è in regresso, mentre noi non siamo mai scesi sotto un vantaggio di dieci punti. A loro resta l'arma della disinformazione, quella di far circolare sondaggi e malori falsi, ma io sto benissimo».
In ogni caso, Berlusconi ha fatto un appello per il voto utile da dare ai due partiti maggiori. Munito di un foglietto, l'ex premier ha spiegato il funzionamento dell'attuale legge elettorale ricordando che alla Camera e al Senato bisogna superare lo sbarramento rispettivamente del 4% e dell'8%. Quindi «di fatto le uniche forze politiche che possono avere la maggioranza relativa di voti sono il Pdl, con le forze apparentate, o il Pd con le forze apparentate. Perciò, se si vuole impedire una vittoria del Pd, l'unica via efficace è votare Pdl. Altri voti per partiti minori sono dispersi, inutili, fanno il gioco dell'altra parte politica». Parole che non faranno certamente contento Pierferdinando Casini, leader dei centristi dell'Udc.
Ancora il programma (sottolineando che la sinistra non ha mai mantenuto le promesse contenute nei suoi programmi): provvedimenti su immigrazione e sicurezza, ma anche grandi opere. «La sinistra ha lasciato porte aperte ai clandestini: daremo il via da subito a un piano per accogliere chi ha intenzione di venire qui per darci una mano e innalzare le loro condizioni di vita: sarà benvenuto solo chi ha un lavoro». Sul fronte sicurezza più risorse alle forze dell'ordine, cominciando dai poliziotti di quartiere. Quanto alle grandi opere sarà ripreso il filo del discorso lasciato a metà con la fine del precedente quinquennio a guida centro-destra (2001-2006). A cominciare dal Ponte di Messina, un sogno mai abbandonato, quello della Sicilia unita al continente.
E poi i costi della burocrazia: «Ogni tedesco paga 3 mila euro allo Stato per i servizi, in Italia gli euro sono 4.500. Occorre uno Stato efficiente che costi meno, a cominciare dall'eliminazione degli enti inutili». Berlusconi ha spiegato la filosofia delle scelte economiche del Pdl: «Meno tasse sulla famiglia, sul lavoro, sulle imprese, per dare più consumi e posti di lavoro. Anche con aliquote più basse lo Stato incassa di più. Questa è la nostra semplice ricetta».
Berlusconi ha anche parlato delle liste elettorali del Pdl, chiuse sabato mattina dopo una notte insonne. «Non esistono tutte le candidature che ho visto stamattina sui giornali. Sono fasulle». E poi: «Abbiamo deciso di portare in Parlamento il 30% delle donne, perchè l'Italia non è ancora pronta per il 50% - è andato avanti il Cavaliere - e lo dico oggi che è l'8 marzo, la festa dell'altra metà del cielo. E allora si scatena subito una corsa, a dire che sono tutte fidanzate mie, di Gianfranco...».
Dopo circa un'ora di comizio, il Cavaliere sul palco del Palalido ha chiuso il suo intervento in puro stile "call and response", ovvero rivolgendo domande in successione alla platea che risponde all'unisono. «Volete ancora essere governati da questi signori della sinistra? Avete voglia di credere ancora alle loro bugie? Credete che possano fare qualcosa di diverso dal disastro in cui hanno gettato l'italia? Volete farvi ancora mettere le mani nelle tasche? Volete ancora le frontiere aperte agli immigrati clandestini? Ne avete abbastanza dell'oppressione fiscale, giudiziaria e burocratica? Ne avete abbastanza dei tesoretti immaginari? Di pagare l'Iva prima di incassare la fattura? Dei privilegi delle cooperative rosse? Di chi si oppone alla tav e alle grandi opere? Di Bassolino che non si dimette? Delle lunghe liste d'attesa della sanità? Di questa sinistra tassa e spendi? E allora- ha concluso Berlusconi arringando la platea - ripetete insieme a me "Rialzati Italia!"». E ubito dopo è partito l'inno "Azzurra libertà". | |
| 8 marzo 2008 | |
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