di Nicoletta Cottone
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| SPECIALE ELEZIONI 2008 | |
| Berlusconi: «Se finirà in pareggio, sì alle larghe intese»
di Nicoletta Cottone
La campagna elettorale? Scontata. «Gli italiani assistono a ciò che ha fatto la sinistra al governo, a tutti i danni apportati al Paese: non credo ci sia bisogno di una campagna elettorale per convincerli a cambiare pagina». Il Cavaliere, ospite di Enrico Mentana a Matrix, è ottimista e sciorina i dati dei sondaggi di cui dispone. «Il Partito delle libertà è al 46 per cento». Poi, però, annuncia che se il risultato del voto del 13-14 aprile sarà «vicino o come quello» del 2006, con sostanziale parità tra i due schieramenti, il Pdl «non avrà nessuna esitazione» a proporre la formula delle «larghe intesè per governare». E ricorda, a Mentana di «averlo già proposto» nel 2006.
Parlando del suo avversario Veltroni, dice che con le intese raggiunte ha messo insieme «il diavolo e l'acqua santa». Il Cavaliere si è detto sconcertato dalla scelta del Pd di unirsi con Di Pietro «perché significa che la cultura giustizialista trova terreno appropriato nel Pd». Insomma, il Pd ha messo «insieme il diavolo con l'acqua santa: i radicali garantisti e Di Pietro giustizialista». Poi ci sono Binetti, la Bindi che con i radicali non c'entrano nulla: sono inconciliabili. Insomma sono situazioni di divisioni e di distanze come era prima la sinistra
Ribadisce i suoi impegni in caso di vittoria. Lo Stato potrà permettersi i costi derivanti dall'abolizione dell'Ici sulla prima casa, la detassazione degli straordinari e quella «graduale» delle tredicesime. Il taglio fiscale potrà essere finanziato con i 20-40 miliardi di risparmi derivanti dalla digitalizzazione della Pubblica amministrazione. Un piano già messo a punto dal suo ex ministro per l'Innovazione Lucio Stanca. Il suo Governo, poi, che avrà al massimo 12 ministri, per un totale di 60 fra ministri, sottosegretari e viceministri, non metterà le mani nelle tasche dei contribuenti. «Siano stati l'unico Governo che dal '68 ad oggi ha diminuito le imposte per i cittadini: vogliamo continuare in questa direzione». Alle aziende avviate dai giovani, poi, saranno garantite «nessuna tassa per tre anni e solo il 5% sugli utili per alcuni anni successivi». Nel programma del Pdl anche «un piano per l'edilizia per i giovani, con mutui trentennali garantiti dallo Stato». Ai siciliani promette subito il ponte sullo Stretto di Messina.
Lancia una serie di frecciate al leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini con il quale dice di aver avuto un relazione punteggiata da difficoltà fin dal '94. È convinto che la decisione di non entrare nel Pdl fosse stata presa da tempo e che la difesa del simbolo sia stata una scusa. tanto che oggi, per avere De Mita, Casini cambia il simbolo e il nome. Anche con il leader di Alleanza nazionale non sono mancati i contrasti, ma «con Fini non abbiamo mai interrotto i rapporti, ci sono state delle discussioni in punta di politica, ma mai niente di personale». Precisa poi di non avere ambizioni per il Quirinale.
Replicando alle accuse di Massimo D'Alema di essere «sito archeologico», il Cavaliere ha detto di essere «di primissimo pelo: ho 14 anni. Politicamente sono imberbe». Poi dice che «da archeologo ho trovato delle foto di D'Alema di 45 anni fa, come Prodi. I più giovani tra di loro, come Franceschini e Rutelli sono in politica da 30 anni». Insomma per Berlusconi c'è chi è in politica da 45 anni, ma si presenta come il nuovo assoluto. È, invece, riconoscente a Mastella perché ha fatto detonare l'implosione del governo Prodi, ma non è prevista la sua presenza nelle liste del Pdl. «Un certo modo di intendere la politica dell'Udeur - sottolinea Berlusconi - fa in modo che se ci fosse l'Udeur nel Pdl qualcuno non ci voterebbe».
Impossibile che ci possano essere i confronti tv tra i candidati premier, compreso quello tra lui e Walter Veltroni. Il Cavaliere spiega infatti: «Penso sia impossibile mettere assieme, se i leader saranno otto, sessantaquattro scontri televisivi».
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| 22 febbraio 2008 | |
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