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| SPECIALE ELEZIONI 2008 | |
| Berlusconi frena sulle pensioni e lancia l'allarme brogli
Il Cavaliere in difesa sulle pensioni, in attacco sui brogli elettorali. Sabato aveva fatto intendere di voler rivedere lo scalone, innescando aspre reazioni dei sindacati. Poi domenica da Cernobbio, al convegno di Confcommercio, Berlusconi ha frenato: «So bene che i sistemi pensionistici non si cambiano da un anno ll'altro, tanto meno senza una consultazione sociale. Come al solito, la sinistra si esercita nell'alterazione di mie dichiarazioni». Su elezioni e rischio brogli, lancia l'allarme: «C'è un problema grandissimo e per evitare il bis del 2006, quando la sinistra buttò fuori i nostri rappresentanti di lista, occorre armare un esercito in difesa della libertà».
In effetti a Cernobbio la frase di Berlusconi - «Prodi ha disequilibrato i conti tanto che una volta vinte le elezioni ci toccherà mettere mano ancora alle pensioni ripristinando la Maroni, con tanto di scalone, e magari non basta neanche e si dovrà fare altro» - non era passata inosservata. Anche perché, tra i relatori, c'era chi quella riforma l'ha modificata, come il ministro Cesare Damiano che ha subito tuonato: «quanto detto da Berlusconi è disastroso e pericoloso per il Paese - ha scandito - perché si spingono ancora i lavoratori ad andare in pensione mentre gli chiediamo invece di proseguire la loro vita lavorativa».
Il Cavaliere è allora intervenuto per precisare le sue affermazioni: non riforma ma adeguamento delle pensioni al carovita. Sarebbe stato questo il senso del suo pensiero «alterato dalla sinistra». Il problema principale delle pensioni - ha sottolineato Berlusconi - «è quello di mantenere intatto il potere d'acquisto dei pensionati valutando la concreta possibilità in termini di spesa globale di un loro adeguamento al costo della vita. So bene che i sistemi pensionistici non si cambiano da un anno all'altro, tanto meno senza una consultazione sociale. Il resto - sono sempre parole del Cavaliere - è il tradizionale vizio stalinista di attribuire agli avversari ciò che non hanno mai detto». Le critiche ad una ennesima riforma delle pensioni avevano trovato in sintonia sia il Governo che i sindacati. | |
| 17 marzo 2008 | |
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