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| SPECIALE ELEZIONI 2008 | |
| Bossi sulla scheda: «Potremmo prendere i fucili». Amato: «Se diversa sarebbe incostituzionale»
«Per fermare i romani che hanno stampato delle schede elettorali che sono una vera porcata, se necessario, potremmo anche imbracciare i fucili»: lo ha detto il leader della lega Umberto Bossi, durante un comizio domenica a Verbania. «Il ministro degli Interni - ha aggiunto Bossi - ha fatto stampare delle schede in cui di fatto non si può votare. I veneti, i piemontesi, i lombardi non permetteranno questo imbroglio».
«Voglio sapere, ma non da lui, se una persona che dice queste parole può essere il ministro delle riforme?». Così il candidato premier del Pd Walter Veltroni ha replicato alle dichiarazioni di Umberto Bossi. «Ma io mi chiedo - ha aggiunto parlando a Lecce davanti a ventimila persone stipate in piazza Sant'Oronzo - dove viviamo? Ma dove siamo? Con queste parole non si va avanti e non si fa l'interesse del Paese». E poi, rivolgendosi al Pdl: «Loro sono solo capaci di seminare odio e paura. Ma oggi è il tempo della speranza. Dalla destra arrivano solo messaggi cupi».
Una scheda elettorale con tutti i simboli in fila verticale, mettendo però l'uno accanto all'altro i due simboli delle due coalizioni? «Sarebbe incostituzionale perché darebbe alle stesse coalizioni una visibilità maggiore e quindi un inammissibile vantaggio rispetto a tutti gli altri simboli». Giuliano Amato boccia così l'ipotesi di rifare le schede a causa della difficoltà di scorgervi i simboli delle due coalizioni. In una lettera a «Repubblica» il ministro dell'Interno scrive che il problema è la massiccia presenza di simboli che in sè rende le coalizioni meno visibili; e puntualizza: « È stato il Parlamento alla quasi unanimità che ha consentito a tutti di presentare simboli e liste senza bisogno di raccogliere le firme». Più in generale, Amato sostiene che cambiare le schede non è possibile perché c'è chi ha già votato «e quindi si invaliderebbe tutto il processo elettorale facendo votare gli elettori con schede fra loro diverse». Sulla possibilità che l'elettore metta il suo segno a cavallo di più simboli, Amato osserva che «questo rischio era molto maggiore quando l'elettore doveva trovare il suo simbolo in sfilze molto più lunghe di simboli coalizzati». Oggi, aggiunge, «i simboli delle coalizioni sono solo due e in ogni caso vale la regola che il voto si intende attribuito al simbolo su cui ricade la parte prevalente del segno».
Silvio Berlusconi non calca i toni, ma accenna un retroscena per rilanciare sul timore di errori nel voto causati dalla fattura delle schede. «Non è un "secondo me". È anche lo schieramento di sinistra che ha fatto le stesse osservazioni. Anzi, sono loro che hanno telefonato a nostri rappresentanti, dicendosi preoccupati». Nel corso di un filo diretto radiofonico a Rtl 102.5, il leader Pdl ribadische che «i simboli sono rappresentati in una strisciata continuativa, senza distinzione tra partiti che corrono da soli e quelli apparentati e credo che una persona, specialmente se anziana, nell'angustia della cabina e con la consapevolezza che si sta compiendo un gesto importante, può avere difficoltà ad individuare il simbolo e a fare una croce che stia soltanto su quello». «Credo che sarebbe piu' saggia una ristampa delle schede, secondo quello che si faceva anche negli anni passati», torna a chiedere Berlusconi. A chi gli chiede se ci sia il tempo necessario, risponde dicendo: «Assolutamente sì, basta averne la volontà». (p.f.) | |
| 7 aprile 2008 | |
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