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| SPECIALE ELEZIONI 2008 | |
| Casini: «Berlusconi e Veltroni? Una matrioska»
Berlusconi e Veltroni? Per il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini sono come una matrioska, «uno dentro l'altro». In un'intervista all'Espresso in edicola domani, l'ex presidente della Camera sostiene che «il Pd è una gran confusione. Un tentativo di superare la legislatura di Prodi avviando una grande cosmesi della sinistra. Se dovesse governare le contraddizioni esploderebbero subito». Non risparmia attacchi anche al Pdl. Ribadisce che l'Udc non darà il suo voto a un eventuale governo Berlusconi.
E, ancora, la differenza tra Fini e Casini? «Fini si é sempre piegato, io no. Il caso Ciarrapico é emblematico». Parlando del Cavaliere, Casini dice: «l'unica cosa che non accetta nella vita é uno che lo contraddica e io lo contraddicevo sempre, non mi poteva amare. Fini lo contraddice nelle riunioni, poi uscito da palazzo Grazioli, negli atti politici, finisce sempre per dargli ragione». Davvero non si é mai piegato? «Poche volte. Ai giovani che incontro dico: ragazzi, in politica i compromessi esistono. Ne avrei fatto uno anch'io anche in queste elezioni, per non dividere i moderati italiani. Se Berlusconi non avesse fatto questo atto di prepotenza nei nostri confronti, probabilmente avrei fatto la campagna elettorale con lui. Ma sono contento che le cose siano andate così. Sarebbe stata una campagna fatta più per convenienza che per convinzione».
Le sue, dice, non sono parole di delusione per la scelta del leader di An da parte del Cavaliere: «non ho mai creduto né ai delfini né all'eredità. Sono cose che per Berlusconi non esistono». La frequentazione con Berlusconi si é interrotta quando sono diventato presidente della Camera. «Mi invitò ad andare da lui e gli risposi che, da quel momento in poi, sarebbe stato lui a venire da me, per galateo istituzionale. Prima ci vedevamo ogni settimana: erano momenti gradevoli, la persona é simpatica. A volte, pensi, riuscivamo a parlare perfino di politica». | |
| 13 marzo 2008 | |
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