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| SPECIALE ELEZIONI 2008 | |
| La Cei sul voto: «Larghe intese per aumentare i salari»
I vescovi italiani non si schierano con questo o quel partito, ma richiamano la necessità, soprattutto per i candidati dichiaratamente cattolici, di difendere i «valori fondamentali» della vita umana, in tutte le sue fasi, della famiglia tradizionale, e della libertà di educazione. Non danno esplicite indicazioni di voto ai fedeli, ma sottolineano la necessità che i cattolici non appoggino progetti e programmi politici che presentano valori contrastanti con quelli dettati dal magistero della Chiesa. I cattolici - ha spiegato, citando papa Ratzinger, il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco - non possono «ritenere ogni idea o visione del mondo compatibile con la fede». Un no secco, quindi, a quelle posizioni che negano «fondamentali valori e principi antropologici ed etici radicati nella natura dell'essere umano, in particolare riguardo alla tutela della vita umana in tutte le sue fasi, dal concepimento alla morte naturale, e alla promozione della famiglia fondata sul matrimonio». Bagnasco ribadisce l'opposizione della Chiesa all'introduzione nell'ordinamento pubblico di altre forme di unione che contribuirebbero a destabilizzarla». Sul fronte delle scelte politiche, i vescovi chiedono al prossimo Parlamento larghe intese nel prossimo Parlamento per affrontare «le attese più urgenti» e i «problemi indilazionabili» della maggior parte della popolazione italiana: ovvero «l'aumento dei salari minimi, la difesa del potere d'acquisto delle pensioni, l'emergenza abitativa, la maggiore sicurezza nei posti di lavoro». (M. Do.) | |
| 10 marzo 2008 | |
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