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| SPECIALE ELEZIONI 2008 | |
| Il peso dei partiti minori sul risultato elettorale
di Guido Compagna
Ma se a decidere il risultato elettorale fossero proprio le formazioni politiche più piccole? È un'ipotesi al momento azzardata perchè, nonostante tutte le inadeguatezze del sistema elettorale, alla fine i premi di maggioranza (nazionale alla Camera, regionali al Senato) dovrebbero consentire a uno dei due maggiori contendenti (il Pdl o il Pd) di governare il Paese. Ma molto dipenderà da quanto questi due partiti saranno frenati dalla concorrenza dei vicini.
Veltroni deve fare i conti con la sinistra-sinistra di Bertinotti, Mussi, Diliberto e Pecoraro Scanio, che, se dovesse avvicinarsi a superare il 10 %, comprometterebbe la pur avviata rimonta del suo partito. Senza contare che, sia pure in parte largamente minore, potrebbe contare negativamente anche il mancato collegamento con i socialisti, che sono comunque nel Pse di Zapatero, del quale il Pd non fa parte, ma Veltroni, fino a prova contraria, sì. Di queste cose il candidato premier del nuovo partito si preoccupa poco, visto che la sua campagna elettorale è tutta tesa a conquistare terreno nel campo del principale concorrente, in quello del Pdl. Ma alla fine anche i voti perduti o non mantenuti a sinistra potrebbero pesare.
Né è più agevole il compito di Berlusconi, il quale, per ora, sta dando l'impressione di non essersi ancora impegnato a fondo nella sua campagna elettorale, sicuro, come si dichiara, di sondaggi più che rassicuranti. Resta il fatto che tanto al centro (Casini) che a destra (Storace e Santanchè) trova una concorrenza tutt'altro che rassegnata. Non è un caso che nei primi giorni di campagna elettorale il Cavaliere se la sia presa soprattutto con gli alleati inaffidabili che avrebbero frenato la sua azione di Governo, nella passata esperienza. E del resto anche la controversa candidatura di Ciarrapico, che sinora gli ha creato più problemi che vantaggi, era soprattutto un maldestro tentativo di arginare la pressione che gli viene dalla Destra di Storace.
Alla fine gli appelli al voto utile potrebbero non bastare e, comunque, tra il Pd e il Pdl, a prevalere potrebbe essere quello dei due che riuscirà ad arginare meglio la concorrenza che gli viene dalle formazioni minori, con le quali hanno rifiutato il collegamento elettorale.
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| 13 marzo 2008 | |
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