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| SPECIALE ELEZIONI 2008 | |
| Il Centro alla prova del «terzo polo»
di Barbara Fiammeri
Lo scudocrociato democristiano sarà presente anche questa volta sulla scheda elettorale. A presentarlo sarà l'Unione di centro, l'alleanza tra l'Udc e la Rosa bianca targata Pezzotta-Baccini-Tabacci, che candida a premier Pier Ferdinando Casini. I centristi hanno deciso di non rinunciare alla loro identità rifiutandosi di aderire al Pdl di Silvio Berlusconi. Una scelta rischiosa che Casini rivendica però orgogliosamente. L'idea è di dar vita al cosiddetto terzo polo di centro. Il leader dell'Udc esclude intese con uno dei due schieramenti e ricorda di aver rifiutato l'alleanza con il centro-sinistra, propostagli dal presidente del Senato, Franco Marini, quando era stato incaricato di verificare, all'indomani della caduta di Romano Prodi, la possibilità di formare un nuovo Governo. Il divorzio di Casini da Berlusconi del resto non è recente. Il leader centrista, subito dopo le politiche del 2006, aveva dichiarato conclusa l'esperienza della Casa delle libertà. La sentenza definitiva arrivò in occasione della manifestazione del 2 dicembre 2006 a Roma alla quale l'Udc non partecipò. La posizione "terzista" dell'ex presidente della Camera si è ulteriormente rafforzata in occasione del confronto sulla riforma elettorale. Casini è stato infatti il principale sponsor del sistema tedesco, ovvero di un proporzionale con sbarramento al 5%. Per il leader dell'Udc il bipolarismo italiano è infatti una «finzione» perché all'interno della stessa formazione politica o della stessa coalizione – come nel caso del binomio Pdl-Lega – sussistono posizioni eterogenee se non radicalmente divergenti.
www.udc-italia.it
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| 25 marzo 2008 | |
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