|
|
Condividi su: |vota su | | 
|
| SPECIALE ELEZIONI 2008 | |
| Mastella ringrazia Boselli, ma non si candida
di Nicoletta Cottone
Clemente Mastella respinge l'invito a candidarsi alle prossime politiche. Il leader dei Popolari Udeur conferma, dunque, che non sarà uno dei giocatori della prossima partita elettorale. «Ringrazio Boselli per la sua offerta di candidatura - dice il segretario dei Popolari Udeur - e lo ringrazio per aver esercitato un atto di generosità rispetto a relazioni umane e politiche da me vissute in questo periodo dove il cinismo, il venir meno alla parola data e le ipocrisie hanno prevalso sul buon senso, sulla correttezza e sulla politica. Ho deciso però di non giocare questa partita». Boselli dal canto suo precisa: «Nulla mi unisce a Mastella, ma tutto mi unisce a chi subisce una ingiustizia» e precisa di aver teso la mano a una pesona che è stata vittima di una gistizia sommaria. Poi accusa Pd e Pdl di condurre una vergognosa campagna guidata da una esasperata ricerca del consenso.
Sulla vicenda Mastella ritorna anche il leghista Roberto Maroni, sottolineando che i veti su Mastella erano una questione non giudiziaria, ma politica. «Mastella - dice Maroni - è nel centrosinistra dal '98, non è che far cadere il governo dia diritto ad entrare nel Pdl. Un minimo di coerenza».
Da Pescara il leader dell'Italia dei valori Antonio Di Pietro attacca Mastella, commentando la richiesta di archiviazione, da parte della Procura di Catanzaro, della posizione dell'ex ministro della Giustizia nell'ambito dell'inchiesta «Why not». Mastella, dice, è stato l'ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso del governo Prodi. «Il problema Mastella - ha spiegato il leader dell' Idv - è prettamente politico. Non è solo colpa sua, ma anche colpa sua, se lui, Dini e altri, dopo essere stati eletti con il centrosinistra, hanno votato contro il loro governo, con un calcolo politico ben preciso: impedire il referendum per evitare che ci fosse una legge elettorale penalizzante per il loro partito, perchè pensavano solo alla sopravvivenza del loro partito».
| |
| 9 marzo 2008 | |
|