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| SPECIALE ELEZIONI 2008 | |
| Veltroni: «Un patto fra produttori per la crescita»
di Nicoletta Cottone
Anziché lotta di classe, un patto tra produttori. Il leader del Pd Walter Veltroni, incontrando gli imprenditori a Vicenza, insieme a Massimo Calearo, industriale del Nord-Est capolista alla Camera proprio a Vicenza, ha detto che è necessario «un patto per la crescita, che significa tra l'altro disboscare la struttura burocratica, promuovere un sistema fiscale che riduca la sua pressione, fino a pagare meno tasse, ma pagare tutti». Il Pd, ha detto Veltroni, agli imprenditori vicentini, «é l'unica realtà che nel paese sta aprendo un ciclo politico nuovo» e «si dà 10 anni di tempo per cambiare l'Italia». Il Pd non può permettersi «altri due anni di sopravvivenza procellosa», considerati i problemi sul tappeto. Il leader del Pd ha ricordato che ci saranno mesi molto difficili per i venti di crisi economica che spirano dagli Stati Uniti e che fra la congiuntura internazionale e la recessione, non sarà agevole cercare risorse, «ma è necessario trovare un modo per sostenere la crescita anche attraverso il sostegno alla domanda interna». Bisogna sostenere la domanda interna per consentire e sostenere la crescita. Tre le linee guida: «Riduzione delle tasse, sostegno alle imprese, stabilizzazione dei precari».
Bagnasco ha ragione: sui salari larghe convergenze. Veltroni sui salari si dice d'accordo con il cardinal Angelo Bagnasco, presidente della Cei. «Il cardinale ha ragione ad affermare che il problema dei salari e degli stipendi deve essere un tema di larghe convergenze. L'impoverimento delle famiglie e la necessità di far fronte con politiche adeguate all'aumento di salari e stipendi sono un tema sul quale il governo Prodi aveva già proposto un intervento immediato. Ma questa proposta non è stata accolta dagli altri». Veltroni ha ricordato che il programma del Pd prevede interventi «a sostengo delle pensioni, dei salari e degli stipendi, sostegni a favore delle famiglie, il bonus di 2.500 euro per figlio, interventi a favore dell'occupazione femminile e contro la precarizzazione». Prvista la riduzione del carico fiscale (un punto per ogni aliquota), il sostegno fiscale all'impresa e alla stabilizzazione dei precari, interventi sulla famiglia, ma soprattutto su salari, stipendi e pensioni basse.
Nel nord-est è caduto il muro. È caduto, ha detto Veltroni, il muro fra il centrosinistra riformista e il Nord-Est. «Non so se si tradurrà immediatamente in un risultato elettorale ma ciò che importa è che è caduto un muro che è stato colpa del vecchio centrosinistra che non ha dato misura della relazione con una terra di lavoratori».
Berlusconi? È stanco. «Nel dire non mi candido la prossima voltà è l'ammissione che il suo obiettivo non è cambiare l'Italia, ma vincere le elezioni». Per Veltroni il Cavaliere è stanco. «Il leader del Pdl - afferma Veltroni - si candidò per la prima volta quando Roberto Baggio tirava il calcio di rigore. Ora Baggio si è ritirato dal calcio ed invece lui si è candidato di nuovo. Loro ripropongono le stesse parole, gli stessi impegni programmatici, mentre noi vogliamo aprire un ciclo politico nuovo con una nuova classe dirigente, un programma di pochi e chiari punti e un unico gruppo parlamentare». Per la prima volta nella storia d'Italia, sostiene il leader del Pd, «se si vota il Pd e noi vinciamo ci sarà un solo partito che governa il Paese.
Contestazioni del No Dal Molin. Contestazioni da parte di un gruppo di militanti "No Dal Molin": alcuni giovani hanno tentato di salire sul pullman verde di Veltroni, un giovane è stato fermato dalla polizia e condotto in questura. Voltoni, però, non era sul mezzo, ma era ripartito in auto dopo il suo intervento all'Auditorium Canneti. | |
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