17 agosto 2006

Delude all'esordio
l'Italia di Donadoni:
la Croazia vince 2 a 0

G.Tor.

Come Bearzot e Lippi, anche il nuovo Ct azzurro, Roberto Donadoni, comincia la sua avventura con una sconfitta. Ma la fortunata analogia con i due mister mondiali è davvero l'unica nota positiva della serata livornese, che ha visto soccombere l'Italia per due reti a zero contro una Croazia brava a capitalizzare le palle gol avute nel primo tempo. A rendere ancora più amaro il bilancio dell'amichevole il comportamento di una parte della curva livornese, che ha fischiato l'inno nazionale e ha assistito in silenzio al match inuna confusa polemica contro il sistema calcio.

La prima Italia di Donadoni è scesa ieri in campo con il modulo 4-3-3: in porta l'unico reduce della spedizione tedesca, Amelia, difesa per tre quarti identica a quella della Sampdoria di Novellino (C.Zenoni, Falcone e Terlizzi) con Chiellini a sinistra. A centrocampo Liverani provato vice-Pirlo e Ambrosini capitano, con Delvecchio a supporto. In avanti il tridente Lucarelli, Esposito, Rocchi, con quest'ultimo nettamente più in condizione e più pericoloso. La Croazia risponde con un 4-3-2-1 molto raccolto, col naturalizzato brasliano Eduardo da Silva e Rapaic alle spalle dell'unica punta Klasnic. Le prime azioni sono dell'italia, Con Rocchi che va tre volte al tiro tra il 10° e il 20°. Ma al 28°, un po' a sorpresa, arriva il gol del brasiliano naturalizzato Eduardo, che di testa insacca grazie anche alla generosa complicità di Falcone e Terlizzi. La Croazia si carica e arriva al raddoppio al 42°: Rapaic, vecchia conoscenza del calcio italiano, carica il sinistro dai 25 metri, Amelia respinge male e Modric insacca senza difficoltà. Nel secondo tempo girandola di cambi (Semioli per Esposito, Di Michele per Rocchi, Palombo per Liverani , Caracciolo per Lucarelli, Gobbi per Ambrosini e Di Natale per Delvecchio), ma poche emozioni: l'unico a provarci è il palermitano Di Michele, ma con poca fortuna. A fine gara, l'allenatore azzurro ha difeso i suoi giocatori: «Figuriamoci se mi fa piacere perdere - ha detto Donadoni- questo no davvero. Ma i ragazzi ce l'hanno messa tutta, hanno dato il massimo. Non me la sento di gettare la croce addosso a loro». A impensierire il tecnico sono soprattutto le prossime sfide per le qualificazioni europee, il 2 settembre a Napoli contro la Lituania e il 6 al Parco dei Principi contro la Francia: « Un po' di preoccupazione per Napoli, la prima ufficiale contro la Lituania, c'è -ammette Donadoni -. Ma dobbiamo pensare positivo. Abbiamo quindici giorni, continuerò a girare l'Italia per capire come stanno i giocatori». Con la speranza che i neo campioni del mondo tornino in campo per le sfide che contano.