18 novembre 2006

Masters Cup: a Shangai in finale Federer e Blake

di Marco Barbonaglia

Con un gran dritto incrociato Roger Federer spazza via il suo incubo personale: Raphael Nadal. E’ tutta in questo colpo la chiave di lettura psicologica di un match che è, ormai , prima di tutto una gara di nervi. Il numero uno del mondo sconfigge in due set (6-4, 7-5) l’unico tennista in grado di sconfiggerlo quattro volte quest’anno. Se si pensa che l’elvetico ha perso 5 partite in tutta la stagione, questo dato ci da la misura di quanto lo spagnolo sia diventato la sua bestia nera.
A Shanghai, però, il campione, finalmente, ha giocato “da Federer”, invece che come la brutta copia di se stesso, contro Nadal e ha dimostrato che quando non gli trema il braccio, su questi campi, per il numero due non c’è niente da fare.

Lo svizzero è partito sul velluto, ha subito strappato il servizio all’avversario e si è portato 3-0 con la possibilità di andare 4-0. Ma questo non significava molto. Altre volte, infatti, dopo una partenza fulminea, si era smarrito contro il maiorchino. Questa volta no.
Il servizio funzionava, la risposta anche. Raphael Nadal, invece, all’inizio giocava come se si trovasse su di un campo in terra battuta, rispondeva alla battuta dell’avversario due metri fuori dalla linea di fondo e continuava a tirare palle arrotate che, su questa superficie, rimbalzano poco e sono quasi inutili. La musica è cambiata da quando è entrato di più in campo ed è diventato più aggressivo, privilegiando l’angolazione e la potenza dei tiri, all’effetto da dare alla pallina.
Solo che questa volta il re non ha scelto di abdicare, come in altre occasioni in passato. Ha giocato,invece, il suo tennis perfetto, ma con una carica agonistica superiore al solito. Per ben due volte abbiamo visto un Federer che, dopo aver fatto il punto, si caricava dicendo “Come On!”, atteggiamento insolito per l’elvetico che, di solito, si scompone ben poco. Con un break sul 5-4 del primo set, il tennista di Basilea si portava a casa la prima frazione. Nella seconda partita, la situazione si manteneva in grande equilibro fino al 6-5 per Federer, quando il numero uno ha strappato di nuovo il servizio a Nadal e ha vinto l’incontro. Nell’esultanza dell’elvetico si vedeva tutta la tensione che si era portato dentro durante il match e che, ora, poteva scaricare. Che sia la fine di questa strana sudditanza psicologica nei confronti dell’iberico? Il tempo ce lo dirà…. Per ora c’è una finale del Masters da giocare.

Nell’atra semifinale, intanto, James Blake ha battuto il campione uscente David Nalbandian con il punteggio di 6-4, 6-1. La partita è praticamente durata un solo set, il primo, perché nel secondo l’argentino era in campo solo fisicamente. Nalbandian, che ha giocato male quasi tutto l’anno e che probabilmente, uscirà dai primi dieci del mondo, non è in un bel periodo. Durante questa settimana è stato anche colpito dalla tragedia della morte improvvisa del suo nipotino, quindi aveva tutte le motivazioni per non essere al 100% della concentrazione. L’americano, invece, ha giocato fino ad ora un tennis eccezionale, sconfiggendo nella prima partita lo stesso Nadal. Ora, arriva alla sua prima finale in un appuntamento così importante. Il giocatore che si è qualificato per ultimo per il Masters ( incerto fino a pochi giorni prima), contro il primo, quello che era con, ogni probabilità, dentro la rosa già da marzo. Una finale inedita che si annuncia molto interessate, soprattutto se Blake continuerà a giocare così.