Roger Federer e  Rafael Nadal

14 dicembre 2006

Tennis, il 2006 consacra il dominio di Sua Maestà Roger Federer

di Marco Barbonaglia

L’ultimo atto della stagione, la finale di Coppa Davis, è andato in scena a Mosca. E sul palcoscenico di casa, i russi hanno agguantato, non senza sudare, la prestigiosa insalatiera per la seconda volta, lasciando a bocca asciutta l’Argentina di David Nalbandian. Ma questo appuntamento tennistico era una sorta di appendice. Un evento, in qualche modo slegato, come può accadere con la Davis, dall’andamento degli altri tornei.
Mentre cala il sipario sul tennis del 2006, ci rendiamo conto, invece, una volta di più, che le ovazioni sono tutte per un solo uomo: Roger Federer. Questo Guglielmo Tell che non manca mai la mela, ha infatti suonato un lungo assolo negli ultimi dodici mesi, interrotto soltanto (e per poco tempo) in primavera, dal giovane Raphael Nadal. Per il resto, il fuoriclasse di Basilea è riuscito a centrare tre dei quattro bersagli che gli avrebbero consentito di realizzare il primo Grande Slam dai tempi di Rod Laver: Australia Open, Wimbledon, Flushing Meadows. Al Roland Garros, dove non ha vinto, è comunque arrivato in finale. C’è bisogno di aggiungere altro?

Per ricordare qualcosa di simile, la memoria deve andare per lo meno, al 1988, quando un Mats Wilander in grande forma realizzò tre quarti di Slam. Ma lo svedese, a Wimbledon, perse ai quarti e nessuno avrebbe scommesso su di una sua vittoria sui verdi campi inglesi…
E poi, re Federer non si è portato a casa “solo” questi tre trofei. Non pago, ha vinto il terzo Masters della sua carriera senza perdere un solo incontro e lasciando sul capo due set appena, in sette giorni. In finale ha letteralmente schiacciato il povero James Blake, che pure non è l’ultimo arrivato.
Ma non è ancora tutto, il numero uno del mondo ha conquistato ben 12 titoli, da gennaio ad oggi. Se aggiungiamo che ha vinto 92 incontri e ne ha persi solo 5, risulta chiaro perchè parlare di tennis nel 2006, è parlare di Roger Federer.
Con una piccola postilla.Delle poche, pochissime sconfitte rimediate dall’elvetico, quattro sono opera della stessa persona: Nadal. Il che vuol dire due cose. La prima è che lo spagnolo è stato il solo in grado di fermarlo ( l’incontro perso contro Murray a Cincinnati è catalogabile come incidente di percorso). La seconda è che l’impresa al maiorchino riesce un po’ troppo spesso. In realtà le vittorie di Rafa si possono circoscrivere quasi tutte alla breve stagione primaverile sulla terra battuta. Ma bisogna tenere conto del fatto che il ragazzo ha sempre messo in difficoltà Federer, su qualsiasi superficie ( erba compresa!).
E così veniamo al secondo capitolo della stagione, un capitolo intitolato proprio Rafa Nadal. E’ lui che si è aggiudicato i trofei di Montecarlo, Roma e Roland Garros. Sul rosso, è stato invincibile: ogni volta che è sceso in campo, quest’anno, ha vinto. Poi, è persino riuscito ad arrivare in finale a Wimbledon e qui molti hanno pensato che l’astro di Federer fosse destinato ad essere presto oscurato. Un grave errore di valutazione. Nadal dal Roland Garros in poi non ha vinto più nulla, dimostrando che, per arrivare in vetta, deve fare ancora un po’ di strada…

E questo è praticamente tutto quello che c’è da dire sul tennis maschile del 2006. Con Federer che divora quasi tutto, Nadal pronto a prendersi ciò che rimane, gli altri si sono dovuti spartire le briciole. La sensazione è che dietro a loro due,non ci sia nessuno, per ora, in grado di emergere dal gruppo degli inseguitori. A questo proposito, è sintomatico che, al Masters di Shanghai, la finale si sia giocata tra il numero uno del mondo e l’ultimo del seeding, che si era qualificato appena una settimana prima….

E le donne? Con loro è tutta un’altra musica. Tra le signore c’è un bel gruppetto di giocatrici pronte a lottare con le unghie per salire sul trono. La sfida è, dunque, decisamente più avvincente che tra i maschietti. Anche in questo caso è istruttivo osservare il tabellone del Masters di fine anno. A Madrid, cinque delle otto tenniste presenti erano state al primo posto della classifica mondiale. L’esatto opposto di quanto accadeva tra i loro colleghi. Un record. Una situazione che la dice lunga sulla competizione agguerrita che si registra al vertice.

E’ stato un anno molto importante per Amelie Mauresmo, che era in cima alla classifica Wta dal primo gennaio e che ha mantenuto questa posizione fino al Masters ma che, soprattutto, è riuscita a sfatare la nomea di perdente di lusso, vincendo il suo primo Slam a Melbourne. Dopo aver perso in casa, al Roland Garros, agli ottavi di finale, la francese ha, poi, fatto il bis a Wimbledon, trionfando in una finale stupenda contro la belga Justine Henin, che aveva già sconfitto in Australia. Una partita eccezionale, che resterà nella storia di questo sport, nella quale la Mauresmo ha giocato un tennis davvero stellare…
E’ stata un’ottima stagione anche per la bella Maria Sharapova, che, neanche ventenne, ha vinto il suo secondo torneo del Grande Slam. Agli Us Open, la russa ha fatto piazza pulita di tutte le sue rivali, senza dare l’impressione di fare troppa fatica.
Ma questa, è anche stata l’annata della riscossa della Henin. In finale in tutti i quattro i tornei più importanti (che non è un risultato da buttare!) la belga ne aveva, però, vinto uno solo, a Parigi. In occasione del Masters, poi, dopo alcune settimane nelle quali aveva giocato piuttosto male, ha messo in riga tutte le sue colleghe. Nel giro di una settimana ha conquisto il titolo e si è ripresa il primo posto nel ranking mondiale, scalzando una Mauresmo un po’ appannata nel finale di stagione.

E il 2006 sarà anche ricordato come l’anno del ritorno nel circuito di Martina Hingis. Lontana dai trionfi di un tempo, quando dominava la scena, la svizzera è comunque riuscita a vincere gli Internazionali d’Italia e a qualificarsi per il Masters, chiudendo in settima posizione nella graduatoria Wta.
Se a questo gruppo di tenniste ( Hingis esclusa, almeno per ora), aggiungiamo Kim Clijsters, fermata, negli ultimi mesi, più che altro dagli infortuni, ma già prima giocatrice del mondo anche lei, e un’immediata retroguardia di lusso, con giocatrici come Svetlana Kuzetsova, la battaglia per il vertice si annuncia all’ultimo sangue anche per il 2007.

Infine, quella che è stata la notizia più bella per gli appassionati di tennis di casa nostra. Vergognosamente snobbate dalla televisione, le atlete azzurre hanno regalato all’Italia, mai arrivata nemmeno alla finale, la prima Federation Cup della storia. Francesca Schiavone, Flavia Pennetta, Roberta Vinci, Mara Santangelo e Romina Oprandi. Questa la splendida formazione che, guidata da Corrado Barazzuti ha vinto la “Coppa Davis femminile”, sconfiggendo per 3-2 il Belgio di Justin Henin in uno scontro indimenticabile, che ha regalato all’Italia una delle poche grandi soddisfazioni in questo sport. E’ proprio da questo gruppo di giocatrici che i tifosi azzurri potranno attendersi delle piacevoli sorprese anche per il futuro….