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| Partite con il pubblico solo negli stadi in regola |
| M.Do. |
È durato poco più di due ore il vertice a Palazzo Chigi tra rappresentanti del governo, dello sport e delle forze dell'ordine per definire le nuove norme contro la violenza negli stadi. Il Ministro dell'Interno Giuliano Amato ha annunciato: «Il primo punto é che non si gioca con la presenza del pubblico in quegli stadi che non rispondono alle norme di sicurezza. Quindi quando gli stadi riapriranno, il pubblico potrà essere presente solo in quelli a norma. Negli altri si giocherà senza pubblico. Su questo non transigo». Mercoledì, ha precisato il Sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Letta, «ci sarà un Consiglio dei ministri straordinario» sulla situazione del calcio dopo i fatti gravi di Catania. E ha aggiunto: «Ci saranno delle norme immediatamente attuative», perchè la «prima priorità del governo è la necessità di garantire l'ordine pubblico». Letta ha annunciato che «verranno prese alcune misure urgenti, oltre al rafforzamento di quelle già esistenti nella legge Pisanu». Inoltre verrà affrontata «una proposta di legge delega», per occuparsi della «situazione a regime tra società», considerando la «questione stadi e i rapporti tra tifoserie». Poi, ha concluso il Sottosegretario alla presidenza del Consiglio «spetterà alle autorità sportive assumere le conseguenti decisioni».
Il Ministro Amato ha anche chiarito che «verrà meno la vendita di blocchi di biglietti alla società ospitata». «Questo - ha aggiunto - non impedirà a nessuno di comprare il biglietto singolarmente». Sarà inoltre «riestesa la norma della quasi flagranza tra coloro che saranno identificati attraverso le foto e i video. Trentasei ore non sono sufficienti e si potrà arrivare alle 48 ore». Verrà pure rivista, ha anticipato il Ministro dell'Interno la «soglia delle misure di sicurezza, tornelli e quant'altro, che ora scatta negli stadi con 10.000 posti, ed é una beffa perché alcuni stadi denunciano 9.990 posti. Il numero sarà più basso», probabilmente compreso tra i 5 mila e i 7 mila. Poi bisognerà vedere quali mi. Il Daspo, il divieto cioé di entrare allo stadio, sarà sganciato dal presupposto di un accadimento di un reato e verrà esteso anche ai minorenni, il comportamento pericoloso sarà sufficiente per interdire l'accesso negli stadi. Inoltre, chi sarà soggetto al Daspo «non dovrà più soltanto andare a firmare», ma, ha detto Amato, «dovrà svolgere lavori utili alla società, come pulire scritte o gabinetti» e operare «nei servizi collettivi», in «orari coincidenti con quelli in cui si svolge la partita».
Luca Pancalli, commissario straordinario della Federcalcio ha annunciato che la decisione sulla riapertura dei campionati verrà presa soltanto dopo l'approvazione, mercoledì in Consiglio dei ministri del decreto d'urgenza sulla sicurezza negli stadi. Pancalli ha poi precisato che «ci sono i tempi tecnici per ripartire domenica».
Giovanna Melandri, Ministro delle politiche giovanili e delle attività sportive ha chiarito: «Sono misure serie, non demagogiche. Stavolta facciamo sul serio». Tra le misure di immediato effetto- ha detto - «saranno vietati rapporti economici e lavorativi tra le società e le organizzazioni dei tifosi e ci sarà subito la costituzione di un osservatorio sulla comunicazione sportiva perché sentiamo l'esigenza di chiedere aiuto per sostenere l'impegno del governo a trasformare la cultura del nemico in quella dell'avversario». Inoltre «nel medio periodo verrà assegnata una distribuzione di oneri e responsabilità, per garantire la sicurezza interna negli stadi anche con gli steward». Il sottosegretario alla Giustizia, Luigi Scotti, che ha partecipato alla riunione di Governo ha precisato: «ad oggi gli stadi a norma in serie A sono cinque. Il decreto legge, eliminando la vendita in blocco di biglietti alle società in trasferta, toglierà per gli stadi l'obbligo di parcheggio riservato per i tifosi in trasferta. In questo modo gli stadi a norma sarano 7 o 10 per la seria A».
5 febbraio 2007