Federer apre le danze a Wimbledon, avanti anche Bolelli e Seppi

di Marco Barbonaglia

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24 giugno 2008
Roger Federer a Wimbledon (AP Photo/Anja Niedringhaus)
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Come vuole la tradizione (e la tradizione da queste parti è sacra) la cerimonia d'apertura, nel tempio del tennis, è affidata al suo sacerdote più importante. Vale a dire, per gli inglesi che in fondo questo sport l'hanno quasi inventato, il campione in carica. Se poi, il "defending champion" è l'uomo che ha vinto le ultime cinque edizioni del torneo, tanto meglio. E così, ancora una volta spetta a Roger Federer l'onore di calpestare per primo l'immacolato prato del centrale, con l'erba gagliarda e compatta, che nessun piede mortale sfiora dall'8 luglio scorso.
La prima del Federer show, tuttavia, è un'esibizione breve, quasi fugace, con il re dei Championships che concede appena sette game al suo avversario. Un rivale con un certo pedigree, d'accordo, ma ultimamente precipitato fino alla 273esima posizione.
Si tratta di Dominik Hrbaty, trentenne slovacco, già numero 12 del ranking e, soprattutto, tennista capace di battere Roger due volte in altrettanti scontri diretti. Precedenti di lusso ma che, ormai, appartengono al passato. L'ultima vittoria sul numero uno, infatti risale al 2004, quella precedente, addirittura al 2000.
Sul centrale di Wimbledon tutto questo non conta e allo svizzero bastano appena 79 minuti per regolare il giocatore di Bratislava, con un inequivocabile 6/3, 6/2, 6/2.
I due hanno comunque regalato qualche scambio spettacolare al pubblico, ma nulla di più. Per sondare lo stato di forma dell'elvetico, insomma, tocca per lo meno attendere il test contro Soderling, previsto per il prossimo turno, ammesso che anche lo svedese non finisca rapidamente declassato al ruolo di sparring partner.
Passano indenni la prima prova anche Novak Djokovic, che smarrisce un set contro il tedesco Berrer ma, poi, finisce per affibbiargli un 6/0 al quarto set e l'ex-campione di Wimbledon, Lleyton Hewitt. L'ultimo alfiere del nobile tennis australiano, per la verità, fatica decisamente troppo con l'olandese Haase, finendo per vincere solo al quinto set, dopo aver perso ben due tie-break. Tutto bene anche per Marcos Baghdatis che, nelle giornate migliori (rare, per la verità, negli ultimi tempi) può essere un brutto avversario per chiunque sui campi veloci. Per approdare al secondo turno il cipriota ha fatto fuori il belga Darcis, lasciando per strada giusto il tie-break del terzo set. Prosegue, intanto, anche la corsa di Gonzales, Ferrer, Ancic, Berdych e Wawrinka.

La prima ed unica sorpresa del lunedì è, invece, l'uscita di scena dell'imprevedibile David Nalbandian che, proprio a Wimbledon, fu finalista nel 2002. L'argentino, incappato in una delle tante giornate no, viene letteralmente preso a pallate dal canadese Dancevic che lo liquida con un secco 6/4, 6/2, 6/2. Contro pronostico anche il successo di Simon Stadler, numero 172 del ranking, sul bombardiere croato Ivo Karlovic, recente vincitore del torneo di Nottingham e capace di costringere Nadal a giocare tre tie-break consecutivi al Queen's.

Tra gli italiani in gara, avanza Seppi che ha avuto la meglio in quattro set sul tedesco Tobias Kamke e che ora affronterà, da favorito, il francese Florent Serra. E accede al secondo turno anche Simone Bolelli che elimina la modesta wild card inglese, Alex Bogdanovic, ma che, ora, si trova a giocare un match proibitivo contro Novak Djokovic.

Semaforo rosso, invece, per Filippo Volandri declassato, purtroppo, in dodici mesi, da eroe del Foro Italico a poco più di un ex-giocatore. Il livornese, come sempre a disagio sull'erba, è costretto infatti, al ritiro, per i soliti problemi fisici, contro l'americano Bobby Reynolds. Niente da fare, infine, anche per Fabio Fognini, battuto per 6/1, 6/2, 7/6 da Marat Safin.

In campo femminile, nel frattempo, passeggia la nuova numero uno Ana Ivanovic che lascia tre game a Rossana De los rios, mentre deve faticare un po' di più Serena Williams, che elimina l'estone Kanepi per 7/5, 6/3. Bene anche la finalista dello scorso anno Marion Bartoli, Nicole Vaidisova e Svetlana Kuznetsova che, comunque, deve sudare non poco per avere ragione della francese Matilde Johansson. Continua la corsa anche Amelie Mauresmo, vincitrice, qui a Wimbledon, nel 2006 di una splendida finale giocata con Justine Henin. Anna Chakvetadze rimane in gioco per un soffio, battendo la canadese Dubois solo per 8/6 al terzo set, mentre Alize Cornet e Patty Schnyder dicono subito addio al torneo.

Delle due azzurre in gara, infine, Fracesca Schiavone conduce per 6/3, 4/4 l'incontro interrotto per l'oscurità con Tamira Paszeck . Tathiana Garbin, invece, è già fuori dalle gare, battuta per 6/1, 6/3 dall'ungherese Agnes Szavay.

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