Inter-Chelsea, una sfida
che vale 30 milioni di euro

di Gianni Dragoni

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23 febbraio 2010
Inter-Chelsea, una sfida che vale 30 milioni di euro

È una sfida da circa 30 milioni di euro quella che va in scena stasera a San Siro tra Inter e Chelsea, andata degli ottavi di finale di Champions League. I ricavi dai biglietti dello stadio, tutto esaurito, sono stimati dall'Inter in circa 3,5 milioni di euro. Una somma che va interamente alla squadra di casa. Il valore maggiore deriva dagli introiti che la Uefa riconosce alla squadra che passerà il turno: il semplice premio per il passaggio ai quarti è di circa 3 milioni, ma a questo si aggiunge l'opportunità di proseguire la competizione e quindi di incassare ulteriori proventi e, inoltre, di sfruttare al massimo l'assegnazione dei ricchi proventi televisivi del «market pool», che viene decisa solo alla fine della competizione, pesando vari fattori, tra cui quante squadre di ogni paese partecipano (meno squadre ci sono e più alto è l'introito) e come si sono classificate.

Ogni squadra ammessa agli ottavi ha già ricevuto dalla Uefa un premio che si aggira sui 12-13 milioni, l'importo è calibrato secondo i risultati del primo turno (l'anno scorso una vittoria valeva 600mila euro, un pareggio 300mila). Ciascuna delle squadre che quest'anno arriverà in finale riceverà dalla Uefa un massimo di 31,4 milioni, il 20% in più rispetto ai 25 milioni di tetto della scorsa stagione. A queste somme si aggiunge la ripartizione dei diritti tv del "market pool", 15-20 milioni a club.

Secondo la società Stage Up, nella scorsa stagione l'Inter ha incassato 28,3 milioni di proventi Uefa per la Champions, di cui 18,8 milioni con la ripartizione finale del market pool. Il Chelsea è la squadra che ha ricevuto di più l'anno scorso, 30,5 milioni, di cui 15 milioni dal market pool. Chi ha ottenuto di più dal market pool è il Bayern di Monaco, 21,5 milioni, grazie al fatto di avere scarsa concorrenza di altri club tedeschi.

La partita di stasera oppone due tra le principali squadre d'Europa per giro d'affari, ma ancora più ricchi sono i rispettivi azionisti, Massimo Moratti e Roman Abramovic, gente che non lascia debiti scoperti e ripiana puntualmente le perdite con robuste ricapitalizzazioni. Abramovic addirittura poco prima di Capodanno ha reso noto, con il bilancio del Chelsea al 30 giugno 2009, di aver azzerato i debiti convertendo in capitale i suoi crediti verso il club: negli ultimi due anni il magnate russo ha così pagato di tasca propria debiti per 760 milioni di sterline, che erano scesi a 340 milioni (400 milioni in euro) al 30 giugno 2009.

Nel bilancio al 30 giugno 2009 l'Inter aveva debiti per 431,55 milioni e crediti per 66,34 milioni. Il fatturato del Chelsea è sceso del 3% a 206,4 milioni di sterline, pari a 242,22 milioni in euro al cambio di fine esercizio. L'Inter nell'ultima stagione aveva un valore della produzione di 221,15 milioni, escludendo le plusvalenze da calciomercato (11,1 milioni).

«Negli ultimi cinque anni – osserva Giovanni Palazzi, presidente di Stage Up – il Chelsea è la squadra che ha incassato maggiori proventi dalla Uefa Champions League, 183,7 milioni. L'Inter è sesta con 125,76 milioni». I conti sono in rosso. Nell'ultimo bilancio il Chelsea dichiara una perdita di 44,4 milioni di sterline (52,1 milioni in euro), l'Inter di 154,4 milioni.

Inter-Chelsea, numeri e tradizioni a confronto per la partita più attesa della Champions (di Massimo Donaddio)

23 febbraio 2010
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