L’iPod è nei guai: ma a mettere in pericolo il predominio dell’oggetto cult della Apple non è tanto il nuovo player Zune, quanto piuttosto la ribellione dei consumatori di mezzo mondo. In Norvegia, il locale difensore civico ha emesso una sentenza che potrebbe portare nei prossimi mesi all’oscuramento di iTunes, il negozio di musica digitale della compagnia di Cupertino. Alla base del verdetto c’è Fairplay, la contestata tecnologia Apple che impedisce di ascoltare le canzoni scaricate da iTunes sui lettori che non siano l’iPod e che, viceversa, non fa girare sul player più famoso del mondo i brani acquistati in altri negozi di musica on line. L’ ombudsman norvegese ha sposato le tesi delle associazioni dei consumatori, e ha intimato alla Apple di rendere disponibili i propri codici di protezione entro il prossimo primo ottobre. Se il gigante statunitense non rispettasse l’imposizione, iTunes potrebbe essere messo fuori legge in Norvegia. Ma i guai per la “Mela Bacata” non finiscono qui: Torgeir Waterhouse, membro della associazione norvegese che avviato la causa vittoriosa, ha annunciato che presto sarà definita una posizione comune sulla vicenda fra tutte le organizzazioni dei consumatori europee. Ma anche oltreoceano gli utenti non stanno con le mani in mano: all’inizio del mese in California è stata promossa una class action contro la società di Cupertino per violazione delle leggi antitrust, sempre in merito al caso Fairplay. La Apple, dal canto suo, ha diramato un comunicato dai toni piuttosto preoccupati, in cui si appella ai governi europei “perchè incoraggino un sistema che lascia prosperare l’innovazione e che salvaguardia la proprietà intellettuale”. Un aiuto alla multinazionale guidata da Steve Jobs potrebbe arrivare dall’Ifpi l’associazione dei discografici, che, pur auspicando l’interoperabilità tra i lettori, ha chiesto di trovare una soluzione extragiudiziaria alla vicenda Fairplay.