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Le mappe dei sentieri sbarcano sul Gps

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24 dicembre 2009

Vista sul display, la carta dei sentieri non è più solo cime e curve di livello, ma anche way point come le fonti d'acqua e i rifugi con gli orari del ristoro. Sentieri e bivacchi sbarcano sul Gps, e dalla carta al navigatore le informazioni si moltiplicano: grazie agli accordi fra le aziende di navigazione satellitare Garmin e Mynav, gli enti regionali e le sezioni del Club alpino italiano, nei prossimi mesi per tutti i percorsi tracciati con il sistema satellitare si potranno individuare perfino abbeveratoi e sterrate con divieto di transito.

Mynav sta trasportando su Gps i tracciati delle Dolomiti e di alcune altre zone di Alpi e Appennini. Nel 2010 Garmin lancerà invece il completamento di Trak Map Italia, il data base per Gps di tutta la cartografia montana. Grazie alla collaborazione con il Cai di Bergamo, su Gps saranno caricabili i 2mila chilometri del sentiero delle Orobie. E dopo Lombardia, Emilia Romagna e Toscana, l'ultima regione ad aderire al Trek Map Italia, è la Valle d'Aosta. «Con l'accordo stipulato con la Valle d'Aosta prosegue il progetto di costruire una cartografia topografica specifica di tutto il territorio italiano», dice Stefano Viganò, Sales & Marketing Manager di Garmin Italia. Per dare omogeneità alle operazioni, il Club Alpino ha messo a disposizione le Linee Guida per la cartografia, il documento dell'associazione per la standardizzazione della simbologia e la certificazione di qualità per i prodotti cartografici.

I Gps manderanno in pensione bussola, altimetro e cartina, i classici strumenti d'orientamento? «No, in montagna bisogna sempre muoversi con la carta, anche solo per avere un'ulteriore verifica delle indicazioni dal Gps – dice Alessandro Geri, coordinatore del gruppo di Cartografia, commissione centrale escursionismo del Cai –. Attenzione poi al freddo, che diminuisce la potenza elettrica del Gps, e alla continuità nella ricezione del segnale: quando si passeggia nei boschi, gli aghifoglie schermano l'onda radio, e attraverso valli profonde e strette l'apparecchio non sempre riesce a ricevere». In alcune situazioni però, la tecnologia sarà in grado di dare un aiuto prima impensabile. Ancora Geri del Cai: «In caso d'incidente o di maltempo improvviso ad esempio, niente meglio del Gps è in grado di determinare la localizzazione precisa dell'escursionista: con il navigatore basta accendere il display per sapere esattamente dove ci si trova, anche in mezzo alla nebbia».

24 dicembre 2009
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