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L'Arte per Tutti, Gilbert and George alla Tate di Londra

di Annalisa Serpilli

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22 febbraio 2007

Galleria fotografica

L'arte diventa cronaca e poi documento storico di eventi drammatici. Se la realtà supera gli incubi apocalittici dell'uomo, all'arte non resta che saccheggiare il presente e descriverlo in tutta la sua tragicità. E' ciò che avviene nel percorso artistico di una collaudata coppia: Gilbert and George, i guru della pop art, in mostra alla Tate Gallery di Londra. Una retrospettiva che abbraccia 25 anni di ricerca dei due maestri e che si apre, come hanno detto in molti, con un pugno nello stomaco, cioè gli attentati terroristici a Londra nel giugno del 2005. Ad accogliere i visitatori infatti sono i "Six Bomb Pictures", le sole opere create nel 2006. Il gruppo si compone di un trittico lungo 14 metri intitolato "Bomb" e da altre 5 tele: Bombs, Bomber, Bombers, Bombing e Terror. A comporre queste opere sono 136 strilloni delle edizioni dell'Evening Standard raccolti in due anni che contengono parole come appunto: bombe, esplosioni, terrore ecc…

Queste creazioni riconducono ad un mondo visionario dai colori accesissimi, quasi abbaglianti e a tratti demoniaci. Protagonisti sono loro: Gilbert and George, due "deus ex machina" che osservano impassibili ciò che accade accanto. A volte scene di una banale vita quotidiana, a volte la drammaticità e il sangue della violenza. Oppure si autorappresentano come dei guru indiani o con pose simili agli dei Indù. Il risultato sono composizioni allucinate e distorte frutto della nostra contemporaneità e quindi a tratti terrificati. Ciò che colpisce lo spettatore è un sapore quasi filmico delle opere che catapulta chi le osserva in una pellicola dell'orrore.

La mostra occupa tutto il quarto livello della Tate Gallery e si snoda attraverso 200 opere create dal 1971 ad oggi. Una retrospettiva quindi che ha lo scopo di indagare gli esiti artistici dalla nascita della coppia.
Ma chi sono questi due? Hanno iniziato a lavorare insieme già da studenti alla St.Martin's School of Art nel 1967. Gilbert Prousch, italiano di Bolzano 64 anni, e George Passmore 65 anni originario del Devonshire. Per tutti gli anni Settanta la loro opera si è caratterizzata per creazioni in serie dipinte in bianco e nero. Il colore ha fatto la sua comparsa solo successivamente ed esplode come "bold color" negli anni Ottanta in tele su scala monumentale. Tra le tematiche più rappresentate: la religione, il sesso, i problemi razziali e l'identità di ciascun individuo. Poi protagonista è la metropoli, le tensioni e i desideri che sorgono nell'incontro-scontro tra diverse etnie, valori e costumi. Ma ciò che connota la loro arte è il concetto di incastonare nell'esperienza artistica tutta la vita dell'uomo, ogni momento, ogni singolo individuo compresi loro stessi. Gilbert e George allora sono gli artisti ma sono anche sculture viventi,come piace loro definirsi.

Così nasce l'"Art For All", cioè l'arte per tutti, un concetto sviluppato nel contesto urbano dell'East End di Londra dove hanno vissuto e lavorato per quarant'anni e che rimane la loro principale fonte di ispirazione. Un concetto che non esclude dalla rappresentazione artistica proprio nulla, neppure le cose più rivoltanti o quelle innominate per eccessivo perbenismo. Un'arte che non esclude i fluidi corporali, il sangue ma neppure le feci , esempi di Body Art.

Questa coppia è ormai considerata tra gli esiti più interessanti dell'arte contemporanea, se per arte contemporanea intendiamo la vita di due artisti ancora in moto e attivi nella loro ricerca artistica. E si mostrano e si rappresentano sempre allo stesso: impeccabili nello stile british, speculari all'interno delle loro rappresentazioni. Uno più alto dell'altro, uno più calvo dell'altro, il primo con gli occhiali, e il secondo senza nulla in volto.
La mostra curata da Jan Debbaut, direttore delle Collezioni Tate, dopo Londra viaggerà attraverso il mondo. Prossime tappe saranno Monaco, San Francisco, New York e il prossimo ottobre, il Castello di Rivoli a Torino.

Londra, Tate Modern Gallery
Fino al 7 maggio

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